“IL MAI NATO”. Film di David S. Goyer.
Uno dei pochi film dell’orrore che mi ha fatto sobbalzare – ed è un primato dato che ne guardo da quando ho sette anni.
Una trama avvincente, per quanto portata sullo schermo in maniera troppo sbrigativa.
La storia è incentrata sulla figura del Dybbuk, demone della tradizione ebraica. È una sorta di anima errante, bloccata tra due dimensioni, che prende possesso di corpi vivi per trovare il modo di accedere al nostro piano dimensionale. Predilige i gemelli per via delle loro peculiarità e il momento migliore per prenderne possesso è nel momento in cui l’individuo è ancora feto nella pancia della madre.
Gli effetti speciali sono molto suggestivi e la storia si snoda toccando molti punti: l’esoterismo, la religione ebraica, l’esorcismo, l’immancabile sacrificio per la persona amata, esseri e poteri arcani che la maggior parte dell’umanità ha ripudiato in nome del raziocinio. O perché era più facile scegliere di sbarazzarsene piuttosto che affrontarli. E anche quest’ultima è una tematica trattata.
I personaggi sono interessanti, non sviluppati fino in fondo ma in maniera soddisfacente, alcuni sono stati trascurati. Gli attori sono discreti e la scenografia coinvolgente. Nel finale sono state ammassate troppe cose, al contrario dei tempi dell’intera storia che sono stati rispettati molto bene. Colpi di scena e sobbalzi non mancano e il finale sorprende, nonostante tutto.
Riconosciamo Cam Gigandet che ha interpretato la parte del vampiro “cattivo” James di “Twilight” e Gary Oldman, conosciuto per “Bram Stoker’s Dracula”, “Leon”, “La lettera scarlatta”.
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