“BRAM STOKER’S DRACULA”. Film di Francis Ford Coppola.
Un ottimo film, quasi da qualsiasi ottica. Un horror a sfondo erotico e finora uno dei più fedeli al libro. Prodotto nel 1992 e ancora oggi rimane una pietra miliare. La storia rispecchia molto quella del romanzo: protagonista è un cattivo, il conte Dracula, che cerca di vivere secondo la propria natura, come qualunque altro essere vivente. Rispetto al libro, qui troviamo la componente romantica, totalmente inesistente nel romanzo. Tutto ciò che Dracula fa, lo compie non solo per seguire la propria natura, ma anche per soddisfare un naturalissimo bisogno d’amore.
Il Dracula del romanzo è egoista, spietato e implacabile, spinto solo dal bisogno di sopravvivere e di nutrirsi, abbattendo qualunque cosa lo ostacoli, ricorrendo a poteri sovrumani per riuscirci. Il Dracula del film è anch’esso potente e inesorabile, ma agisce quasi esclusivamente spinto dall’amore per la protagonista che è la reincarnazione della moglie, compagna della sua vita umana.
Il legame tra il Dracula leggendario e quello storico è molto più accentuata e molto più presente nel corso del film che del libro.
Molto bello il connubio reincarnazione-amore: Coppola è riuscito ad adattarlo perfettamente con la storia di Stoker, senza stravolgerne la trama. I concetti, al contrario, hanno subito qualche modifica: il male può racchiudere del bene, per ogni azione c’è un motivo, spesso si fa una colpa per ciò che si è e se si agisce di conseguenza, la comprensione per chi è diventato cattivo perché ha sofferto molto, l’ammirazione per certe qualità nonostante siano usate per il male, l’eliminazione dei concetti morali della chiesa, possedere un potere troppo grande è un peso considerevole e può degenerare, portando così a essere abbattuto. Ben visibile la metafora dell’atto vampiresco di succhiare il sangue e l’atto sessuale umano.
Il regista è stato anche notevolmente bravo a rendere la figura del vampiro meno legata ai concetti della repressione sessuale di cui l’epoca di Stoker era impregnata. Nel romanzo dell’Ottocento, il vampiro simboleggia il sesso visto come qualcosa di oscuro, ignoto e pericoloso, se non vergognoso e dannoso, quasi immorale; nel film di un secolo dopo, la componente erotica del vampiro è presentata quasi senza veli: il vampiro raffigura il sesso e come tale è rappresentato.
Tra gli interpreti troviamo Gary Oldman (“Il quinto elemento”, “Batman begins” e seguito), Anthony Hopkins (“Il silenzio degli innocenti”, “Vento di passioni”), Keanu Reeves (trilogia di “Matrix”, “L’avvocato del diavolo”), Winona Ryders (“La casa degli spiriti”, “Alien, la clonazione”).
Attori affascinanti e notevoli, scenografia ammirevole, regia magistrale, nonché una mirabile colonna sonora. Un film a tratti commovente e a tratti inquietante, a tratti simbolico e a tratti eloquente, con una punta di filosofia e lezioni di vita.
Il finale del film è leggermente diverso da quello del libro, per dar modo di concludere la tragica storia d’amore che fa da fulcro a tutta la pellicola.
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Più che di erotismo direi romanticismo a tratti sensuale. In effetti, il film rispetto al libro sposta tutto su una trama più sentimentale… ma rimane un capolavoro!