Ancestrale

Rosemary’s baby, il film

Scritto da Paola il 15/06/2009COMMENTA

“ROSEMARY’S BABY”. Film di Roman Polanski.

Film più che suggestivo, basato sul “vedo-non-vedo” che rende l’atmosfera terrificante. Il film è incentrato sulla gravidanza, aspettata da una giovane coppia, che fin dal concepimento capiamo essere un abominio. La protagonista è ignara di tutto, sollecitata solo da qualche sogno a tratti premonitore e da qualche indizio sparso qua e là. Si limita ad amare il figlio che aspetta fino alla fine e a fare il possibile per il suo bene, ma si ritrova a poco a poco sola contro tutti, abbandonata da tutti, di loro volontà o no.
Si ha la possibilità di vedere le caratteristiche più conosciute del satanismo: fatture, messe nere, fanatismo, sacrifici in cambio di qualcosa, la potenza di certe erbe, a cosa l’animo umano può arrivare pur di avere il potere o ciò che desidera e sul sottofondo l’intramontabile concetto del non dover mai smettere di lottare, qualunque sia l’ostacolo. Esempi di estrema amicizia e di estrema cattiveria sono evidenti, così come l’incapacità di sapersi fermare per ottenere ciò che abbiamo desiderato di più, pur rendendoci conto di stare sbagliando.
Vi è la dimostrazione che i desideri più forti possono far gettare dietro le spalle morale e sensi di colpa, abbattendo senza scrupoli qualunque ostacolo si frapponga tra noi e il non farci perseguire il nostro scopo. Due innocui ed eccentrici vecchietti possono rivelarsi mostri tra i più machiavellici e l’aiuto che ti salva la vita può venire anche da un perfetto sconosciuto.
Non vi è nulla di esplicito né eccessivo sangue, la regia è molto lenta e tutto viene sviluppato con calma e a pochi passi in un climax intrigante che rende impossibile non continuare la visione. Molto è giocato e mostrato dalle espressioni dei personaggi e da una spettacolare colonna sonora. Tutti gli eventi vengono incastrati molto bene e svelano a poco a poco ogni cosa, lasciando spazio all’immaginazione dello spettatore. Molto belle le scene in soggettiva e in penombra. Una splendida Mia Farrow. Da non escludere anche gli altri attori, senza dubbio meritevoli.
Bellissima la frase “Ha gli occhi di suo padre” pronunciata da uno degli adepti verso la fine del film.
Il finale aperto suscita una grande tenerezza come un grande orrore.
Considerato un horror per la trama, il film contiene una nota di autobiografia, dato che lo stesso regista ha trovato la moglie incinta massacrata dai Manson, dediti ai riti satanici, segno che certe nefandezze esistono davvero. E forse il vero horror sta proprio in questo.

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