
“FRANKENSTEIN DI MARY SHELLEY”. Film di Kenneth Branagh.
Non appena si sente il nome “Frankenstein”, subito la mente suggerisce l’idea di un essere creato con pezzi di cadaveri e riportato alla vita con una scarica di fulmini. In realtà “Frankenstein” è il nome del creatore del mostro, attribuito poi a quest’ultimo. La storia tratta degli estremi limiti a cui un dottore si spinge per realizzare il suo più grande desiderio, professionale e personale, per giungere a un risultato troppo grande da poter gestire e approdare infine alla distruzione più totale.
Nonostante i soliti e inevitabili cambiamenti rispetto al romanzo, il film è molto ben trasfigurato su pellicola, riuscendo con mirabili dialoghi, un’ammirevole regia e un’efficace colonna sonora a rendere il film degno di nota e non molto diverso dal libro. Il regista Branagh (“Hamlet”, “Harry Potter e la camera dei segreti”) interpreta anche la parte del dottor Frankenstein; vediamo poi l’inimitabile Robert DeNiro (“Il padrino”, “C’era una volta il West”) e la bellissima Helena Bonham Carter (“Fight Club”, “Sweeney Todd”). Da non escludere anche gli altri attori, più che notevoli.
Belli il connubio amore-odio tra il mostro e Frankenstein e i dialoghi. La fine, magari inaspettata, è sicuramente inevitabile. Il film è caratterizzato da una visione soggettiva del regista, dal punto di vista degli stacchi tra le scene, dell’impostazione dei dialoghi e della musica. Oserei dire che la pellicola rispecchi di tanto in tanto lo stato d’animo del regista, mentre interpreta certe scene.
Le tematiche sono molteplici e profonde e la bravura del regista sta anche nel fatto che sia riuscito a rendere ottimamente su celluloide quasi tutti i concetti del libro. Il significato principale è che non bisogna mai sfidare la natura perché essa si ribellerà e che esiste un unico Dio, creatore del mondo, e l’uomo non potrà mai sostituirvisi (da qui il mito di Prometeo: il nome del romanzo è “Frankenstein o il moderno Prometeo”). Si intravede la tematica della paura del diverso, visto come qualcosa di comunque e inevitabilmente cattivo; del rispetto per tutti gli esseri, vivi o morti; della solitudine che rende cattivi anche se non lo si è e che ci spinge a qualunque cosa pur di avere un po’ d’affetto; del passato che torna sempre; della troppa ambizione che distrugge ogni cosa, ogni persona intorno a noi e per ultimo anche noi stessi; dal fatto che da un grande potere deriva una grande responsabilità e che non si può decidere di usarlo a piacimento solo per colmare un proprio vuoto personale; del naturale bisogno di essere accettato, di essere amato, di trovare qualcuno di simile a noi stessi. Velata può essere la tematica del genitore che abbandona il figlio ed egli cresce disagiato e incapace di canalizzare al meglio le proprie emozioni che sfociano violente e senza controllo o raziocinio.
Due parole sul romanzo. È stato concepito sul lago di Ginevra, nella Villa Diodati, da Mary Wollstonecraft Godwin, futura moglie di Percy Bysshe Shelley, presente con lei quella sera insieme a Lord Byron e al suo segretario e medico personale Polidori. Mary affermerà in seguito che l’idea per il suo romanzo è nata da un incubo dovuto a una conversazione fra Byron e P. Shelley sulla possibilità di animare un cadavere con qualcosa di straordinario.
I quattro si ritrovano una sera a leggere storie di fantasmi e decidono di scrivere ognuno una storia dell’orrore. P. Shelley comincia un racconto ispirato alla sua infanzia e alla “Christabel” di Samuel Taylor Coleridge che non terminerà; Byron crea solo un frammento di una storia; Polidori scrive un racconto “Ernestus Berthold or The modern Oedipus”. Solo in seguito lo scrittore produrrà “Il vampiro” il cui protagonista, il vampiro Lord Ruthven, rispecchia lo stesso Byron, sottolineando il disprezzo che Polidori nutriva per il comportamento tirannico che lo scrittore aveva nei suoi confronti.
Ultimi articoli di Paola
- 'Breaking dawn - parte I', il film - December 13, 2011
- 'Undead - Gli immortali', il libro - June 1, 2011
- 'Il libro di Renfield', il libro - May 1, 2011
- 'La breve seconda vita di Bree Tanner', il libro - April 1, 2011
- 'Eclipse', il film - March 9, 2011



















