Un film a tema horror del 1996, che è riuscito ad affascinare parte del pubblico, grazie allo sfondo esoterico (che in un modo o nell’altro non passa mai di moda), anche se non brilla certo per originalità, soprattutto sul finale.
Sarah (Robin Tunney) si è trasferita in città da poco, e fin dal suo arrivo le capitano cose strane… ma per lei non troppo fuori dall’ordinario, essendo una persona dotata di particolari doti. Ben presto finisce per fare amicizia con Bonnie (Neve Campbell), Rochelle (Rachel True) e Nancy (Fairuza Balk), tre ragazze chiamate “stronze di Eastwick” per la loro propensione agli abiti dark e all’esoterismo, tanto che si definiscono streghe.
Le tre sono in realtà prive di poteri, nonostante le loro pretese, e solo con l’arrivo di Sarah le cose cambieranno, perché è davvero una strega naturale, così i riti e gli incantesimi delle quattro giovani streghe inizieranno a funzionare davvero. Ma come direbbe qualcuno “da grandi poteri derivano grandi responsabilità” e di responsabilità le ragazze ne hanno ben poca. Solo Sarah inizierà a pentirsi di quello che fanno, quando la situazione sembra andare fuori controllo.
Tra effetti speciali datati (anche per l’anno in cui è uscito) e battute proprio non di alto livello come “Ragazze, occhio ai tipi strani,” risposta: “Siamo noi i tipi strani!” il film scorre comunque abbastanza bene, riuscendo anche a divertire qua e là. Interessante è la posizione della magia nella storia di giovani streghe, perché come viene spiegato “la vera magia non è bianca né nera, è entrambe le cose.” Insomma è una forza, e sta alla persona decidere che utilizzo farne, idea non nuova a molte correnti di pensiero esoteriche. Infatti, al contrario delle streghe cinematografiche più tipiche, le protagoniste non si rivolgono al Maligno (o a chi per lui), ma ad una forza primordiale neutrale, che reputano superiore a Diavolo e Dio.
Nel complesso Giovani Streghe si lascia guardare senza impegno, e di certo si trovano pellicole migliori sia dal punto di vista esoterico che da quello dell’orrore. Forse la parte più brutta è il finale, troppo affrettato e privo di mordente, che rovina così anche il resto del film; di colpo la psicologia dei personaggi (mai troppo approfondita del resto) va a farsi benedire, e lascia l’amaro in bocca per quella che poteva essere un’ora e mezza di buona visione.
Un film a tema horror del 1996, che è riuscito ad affascinare parte del pubblico, grazie allo sfondo esoterico (che in un modo o nell’altro non passa mai di moda), anche se non brilla certo per originalità, soprattutto sul finale.Sarah (Robin Tunney) si è trasferita in città da poco, e fin dal suo arrivo le capitano cose strane… ma per lei non troppo fuori dall’ordinario, essendo una persona dotata di particolari doti. Ben presto finisce per fare amicizia con Bonnie (Neve Campbell), Rochelle (Rachel True) e Nancy (Fairuza Balk), tre ragazze chiamate “stronze di Eastwick” per la loro propensione agli abiti dark e all’esoterismo, tanto che si definiscono streghe.
Le tre sono in realtà prive di poteri, nonostante le loro pretese, e solo con l’arrivo di Sarah le cose cambieranno, perché è davvero una strega naturale, così i riti e gli incantesimi delle quattro giovani streghe inizieranno a funzionare davvero. Ma come direbbe qualcuno “da grandi poteri derivano grandi responsabilità” e di responsabilità le ragazze ne hanno ben poca. Solo Sarah inizierà a pentirsi di quello che fanno, quando la situazione sembra andare fuori controllo.
Tra effetti speciali datati (anche per l’anno in cui è uscito) e battute proprio non di alto livello come “Ragazze, occhio ai tipi strani,” risposta: “Siamo noi i tipi strani!” il film scorre comunque abbastanza bene, riuscendo anche a divertire qua e là. Interessante è la posizione della magia nella storia di giovani streghe, perché come viene spiegato “la vera magia non è bianca né nera, è entrambe le cose.” Insomma è una forza, e sta alla persona decidere che utilizzo farne, idea non nuova a molte correnti di pensiero esoteriche. Infatti, al contrario delle streghe cinematografiche più classiche, le protagoniste non si rivolgono al Maligno (o a chi per lui), ma ad una forza primordiale neutrale, che reputano superiore a Diavolo e Dio.
Nel complesso Giovani Streghe si lascia guardare senza impegno, e di certo si trovano pellicole migliori sia dal punto di vista esoterico che da quello dell’orrore. Forse la parte più brutta è il finale, troppo affrettato e privo di mordente, che rovina così anche il resto del film; di colpo la psicologia dei personaggi (mai troppo approfondita del resto) va a farsi benedire, e lascia l’amaro in bocca per quella che poteva essere un’ora e mezza di buona visione.
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Filmi carino per l’atmosfera che vuole creare, e per il richiamo al mondo wicca e del periodo adlescenziale. Rimane banale per molti altri aspetti.