
“MARY REILLY”. Film di Stephen Frears.
Ottima trasposizione della storia del dottor Jekyll, narrata attraverso gli occhi di una domestica. Film tratto da un romanzo di Valerie Martin, “La governante del dottor Jekyll”, a sua volta ispirato a “Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde” di Robert Louis Stevenson, di cui la storia è ben nota e degna di essere letta e la cui tematica principale è la dicotomia tra il Bene e il Male.
La storia è incentrata sulla vita di una domestica in casa del dottor Jekyll, Mary Reilly, delle vicissitudini terribili e strane che circondano il suo datore di lavoro e l’“assistente” del dottore e il rapporto di amore-repulsione che Mary nutre verso il dottor Jekyll. Sullo sfondo, l’infanzia travagliata di Mary Reilly, la vita in casa con gli altri domestici e il lato più povero dell’Inghilterra di fine Ottocento.
Le tematiche trattate sono per lo più simboliche: l’uomo ha in sé il Bene e il Male, in eterna lotta nel suo animo e solo l’uomo ha la facoltà di scelta tra i due; il Male è tanto facile da attuare quanto il Bene è più impegnativo; l’uomo è capace di fare cose meravigliose quanto cose terrificanti; il Male è affascinante di per sé, bello da attuare, dà potere e libertà, tenuto a freno dal Bene come un animale feroce che aspetta solo di essere scatenato e, una volta lasciato libero, è difficile da nascondere sotto il tappeto o da rimettere in gabbia; per quanto il Male possa avere la meglio all’inizio con la violenza e la cattiveria, alla fine è sempre sbaragliato dal Bene che come armi usa dolcezza e comprensione; il Male può essere più forte del Bene, ma alla fine è quest’ultimo che vince ed infine l’uno non può esistere senza l’altro, come qualunque altra coppia di opposti, e il tragico epilogo del film punta proprio a questo.
Un’inquietante e al contempo dolce colonna sonora, l’atmosfera cruda e realistica dell’Inghilterra di fine ‘800, un’ottima regia e mirabili interpreti tra cui Julia Roberts (“Hook”, “Il rapporto Pelican”, “Erin Brockovich”), Glenn Close (“La casa degli spiriti”, “La donna perfetta”, “Les liaisons dangereuse”) e John Malkovich (“Les liaisons dangereuse”, “L’ombra del vampiro”, “La maschera di ferro”) fanno di “Mary Reilly” un film da non tralasciare.
Il film è scorrevole, solo verso la fine si capisce cosa esattamente stia succedendo e quale sia la vera realtà dei fatti, i dialoghi sono molto significativi e ben costruiti, in molti dei quali vi è rivelato più di quanto il film dia a vedere. Vi è la presenza di flashback per spiegare certi fatti nonché la storia di Mary Reilly e a volte sembrano posti nella sequenza delle scene in modo tale da far ricordare che il passato ritorna sempre, se tutte le porte che sono state aperte non vengono chiuse bene.
Ultimi articoli di Paola
- 'Breaking dawn - parte I', il film - December 13, 2011
- 'Undead - Gli immortali', il libro - June 1, 2011
- 'Il libro di Renfield', il libro - May 1, 2011
- 'La breve seconda vita di Bree Tanner', il libro - April 1, 2011
- 'Eclipse', il film - March 9, 2011























