Film horror che tratta di un genere spesso esplorato tra angeli, profezie, apocalisse e salvezza possibile solo tramite un prossimo nascituro, in grado forse di cambiare il destino dell’umanità condannata da Dio stesso. A tutto questo si aggiunge una sana dose di sparatorie e azione rocambolesca.
Dio è stanco dell’uomo: gli ha dato vita e il suo amore infinito, ma si è rivelato indegno, e giù con un bel diluvio per ripulire. Ma si sa, Dio è misericordioso, per questo ha dato all’uomo una seconda possibilità… solo che l’umanità lo ha deluso ancora, questa volta decide quindi d’impiegare i suoi pezzi migliori per sterminare i suoi figli immeritevoli: gli angeli. Impossessandosi dei corpi dei più deboli di volontà, gli alati servi di Dio iniziano il genocidio. Solo uno tra loro decide di ribellarsi, Michele (Paul Bettany), che sente d’interpretare la vera volontà del Signore non obbedendogli in maniera cieca, ma mostrando compassione e misericordia ai suoi figli prediletti. In una stazione di servizio dispersa tra i solitari deserti americani, si ritrova per caso un pugno di persone, tra loro c’è una donna incinta (Adrianne Palicki) il cui bambino sarà l’unica speranza per il futuro, ed è lei che Michele dovrà proteggere.
Inutile dire che Legion non è un film che intende filosofeggiare troppo sull’apocalisse o sul contrasto tra buono-sbagliato, ma si concentra nel ricreare un’atmosfera da film horror, riuscendoci in parte senza particolari lodi. I corpi posseduti sembrano zombi dai denti affilati, che si scagliano quasi privi di mente contro avversari armati fino ai denti. Michele distribuisce mitragliatori e pistole, i personaggi sono tra gli stereotipi del genere (la madre in contrasto con la figlia, il duro con alle spalle problemi passati ma in cerca di redenzione, il proprietario scontroso e introverso), e gli angeli combattono usando le ali come lame rotanti, in salsa un po’ Matrix, tra vestiti neri, atmosfere cupe e improbabili acrobazie. Tra gli attori ritroviamo volti più o meno noti del cinema (Dennis Quaid e Charles Dutton) e della televisione (Willa Holland e Kate Walsh) che cercano di reggere una sceneggiatura non certo brillante.
Legion trascorre per la sua ora e mezza senza infamia e senza lode, incapace di sorprendere. Si guarda senza pretese, ma non ci si diverte. Molti sono stati i film di questo genere, e non è certo Legion a portare una ventata di novità. Evitabile.
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