Agli inizi del ‘900 si consuma una storia d’amore, che vede rivali il Principe Leopoldo (Rufus Sewell) ed Eisenheim (Edward Norton), un Illusionista che ha conquistato Vienna con i suoi fantastici spettacoli. La bella contesa è la duchessa Sophie (Jessica Biel). Tra loro si muove l’ispettore capo (Paul Giamatti), agente del Principe. Il tutto sotto la regia di Neil Burger.
Il film inizia raccontando come il giovane Eisenheim (che ancora non ha adottato questo nome d’arte) diventi un prestigiatore sin dall’infanzia, e questa sua particolarità non mancherà di affascinare la Duchessa Sophie, con cui stringe subito amicizia, nonostante la differenza sociale. Almeno fino a quando i tutori di lei li dividono, proprio mentre stavano per fuggire insieme. Un cambio di scena ci porta a Vienna quindici anni dopo, dove un Eisenheim sta diventando famoso dando spettacoli che incantano e sorprendono tutti i presenti. Ed è qui che rincontra Sophie, ormai promessa sposa al Principe.
Se fino ad ora l’introduzione vi è sembrata banale, non aspettatevi che il ritmo del film cambi… anzi sarà ancor più privo d’originalità. Tutto è prevedibile, e non basta la buona recitazione di Paul Giamatti (Edward Norton è fuori parte, si trova stretto nei panni del suo personaggio e Jessica Biel risulta piatta) per rivitalizzare la pellicola, che magari scorre, ma non senza difficoltà, e di certo strappando qualche sbadiglio. Un vero peccato, perché ci sono delle potenzialità e la parte visiva (dai costumi, all’ambiente, al taglio di alcune scene) è davvero ben fatta. Purtroppo però la sceneggiatura si concentra troppo sulla storia d’amore (scontata) tralasciando l’aspetto “magico”, che da il titolo al film, ed anche se ci sono un paio di momenti salienti (bellissima l’illusione dell’Albero d’Arance) il resto del film scivola in una piattezza sconsolante. Nessun colpo di scena finale. Lo spettatore potrebbe alzarsi 5 minuti prima della fine e sapere in ogni caso come va a finire.
Tutto questo fa di The Illusionist un film da evitare, si può trovare di meglio sia come storia d’amore, sia come storia sull’illusionismo.
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Mi trovi d’accordo per quanto riguarda la scenografia, ma non per la sceneggiatura. Secondo me, si parla di una storia d’amore e il modo in cui è stato fatto è decisamente originale. Certo, se si guarda un film cercando di capirne il finale, probabilmente i colpi di scena vanno a farsi friggere. Quando guardo un film cerco di godermi scena per scena, senza pensare all’epilogo, che di questo, sinceramente, mi ha sorpresa.
Da vedere
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Sì, è vero che bisogna gustarsi certi film scena per scena, ma in alcuni casi il finale ti viene “regalato” da piccoli indizzi disseminati (in maniera più o meno conscia) dal regista, oppure da falle macroscopiche nella sceneggiatura.
Tra i film moderni poi sono pochissimi quelli veramente originali.
Sergio