Ancestrale

I figli di matusalemme

Scritto da Gabriele "Falcon" Boldreghini il 08/10/20091 COMMENTO

I_figli_di_matusalemmeUn romanzo di fantascienza che riesce a parlare tanto di viaggi, astronavi, astrusi calcoli matematici, quanto di diversità e della difficoltà di trovare un posto nell’universo. Un classico (la prima versione è del 1941 e quella definitiva del 1968) pubblicato in molte edizioni.

Tra il genere umano si nasconde un ceppo più longevo e resistente, tanto da avere una vita lunga almeno il doppio di quella di un uomo normale. Per evitare di rivelarsi al genere umano, utilizzano da secoli la regola della Mascherata (questo punto mi ha ricordato la base di un arcinoto gioco di ruolo), seguendo la quale cambiano identità e luogo d’appartenenza fingendo la morte, per ricominciare una “nuova vita” altrove. Negli ultimi anni però, il genere umano è finalmente in pace e non ci sono più lotte tra razze né tra culture diverse, quindi i figli di matusalemme decidono di rivelarsi ai loro poco longevi cugini. Solo una minima parte partecipa all’esperimento, che da esiti ben diversi da quelli sperati, costringendo gli uomini longevi a una rocambolesca fuga attraverso lo spazio, in cerca di una nuova casa.

I figli di matusalemme è in grado di toccare il delicato tema della diversità da un punto di vista pratico (“smetteranno di odiarci e invidiarci, quando avranno quello che avremo noi”) e privo di troppi fronzoli. Pur vivendo in una società apparentemente perfetta, infatti, basta poco all’uomo per riaccendere l’atavica scintilla dell’odio per il diverso.

Robert A. Heinlein è considerato uno scrittore avveniristico, che nei suoi romanzi ha centrato molte questioni oggi molto attuali. Anni fa è stato portato su schermo un suo celebre romanzo (Starship Troopers), a causa del quale è stato tacciato più volte di militarismo. Se anche questo fosse vero, non è questo il caso de I figli di matusalemme, in cui l’approccio è ben diverso e più “liberale”, anche se è evidente una certa rigidità dell’autore su alcuni punti.

Il libro è sostanzialmente diviso in due: all’inizio è incentrato sulle relazioni tra umani e longevi, e in un secondo momento nel viaggio attraverso lo spazio ignoto a contatto con altre civiltà, parte in cui sono interessanti le reazioni dei viaggiatori ai vari problemi che si pongono sulla via.

Forse adatto soprattutto agli amanti del genere, I figli di matusalemme si rivela in ogni caso un buon romanzo, facile e piacevole da leggere. La versione più recente è pubblicata dalla Mondadori nella collana Piccola Biblioteca, al costo di 9,00 per 240 pagine di buona fantascienza.

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One Response to “I figli di matusalemme”

  1. Sergio Sarnari scrive:

    Il titolo originale era “Time Enough for Love”, ovvero “Tempo a sufficienza per amare”.
    La stessa trama è trattata in periodi storici diversi da altri due romanzi di Heinlein: il claustrofobico “Universo” ed il malinconico “Lazarus Long l’immortale”.
    Quanto amo la dolcezza di questo scrittore.
    (rigidità? dove?)

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