Ancestrale

Mazinger Z

Scritto da Daniele "OrsoPoeta" Vitaloni il 02/01/2010COMMENTA

mazinger-cover-OKC’era una volta un geniale autore di fumetti giapponesi.
Un giorno, mentre era imbottigliato  nel traffico, ebbe un’idea, una semplice intuizione destinata a cambiare la vita di molti.
Immaginò che dalla sua automobile uscissero braccia e gambe con le quali scavalcare le altre macchine dell’ingorgo; il tutto restandosene comodamente seduto sul posto di guida.
Era nato “Mazinger Z”.

Stando alle cronache è questa l’origine, raccontata in seguito dallo stesso Go Nagai (l’autore, NdA), del robottone più famoso di tutti i tempi.
Il nome Mazinga infatti non è rimasto circoscritto tra i soli appassionati di cartoni animati ma è entrato nell’immaginario collettivo comune; così come Batman (o altro) non è noto solamente ai cultori dei fumetti.
Il termine deriva dal giapponese “Majin” che può significare “Dio” o “Demone” e riprende la celebre frase del Dottor Juzo Kabuto, costruttore di Mazinga Z, con la quale ammonisce il nipote Koji: pilotando il gigantesco e potente robot egli può scegliere se diventare un Dio o un Demone, un difensore dell’umanità oppure un distruttore.
Da pochi mesi è iniziata la pubblicazione in Italia da parte della D/visual dell’edizione “definitiva” del manga originale di Mazinger Z.
“Definitiva” perchè molto diversa dalle altre pubblicazioni che si sono succedute in precedenza.
Il fumetto, sull’onda del successo del cartone animato ed in seguito anche ad un cambio di editore, aveva subito molte modifiche.
Quest’edizione è ciò che si avvicina di più alla versione “originale” scritta e disegnata da Go Nagai in persona, pubblicata nel lontano 1972 qualche mese prima della messa in onda del relativo “anime”.
Per realizzarla c’è voluto un grande lavoro di raccolta del materiale ed una “rielaborazione” digitale delle tavole originali: alcune andate perse, altre rovinate da aggiunte posteriori.

La storia non segue fedelmente quella del cartone animato ma procede per un binario parallelo, anche se alcuni particolari troveranno una “conversione” verso la versione animata in seguito al grande successo di pubblico ottenuto da quest’ultima.
Il professor Juzo Kabuto è un’abile scienziato anche se un po’ pazzo; è il creatore dell’energia foto-atomica e della super lega z.
Egli è anche il tutore dei nipoti Koji e Shiro, rimasti orfani quando i loro genitori morirono in seguito ad un esperimento finito male nel laboratorio del nonno; incidente che sfigurò lo stesso Juzo.
Juzo si sente in colpa per l’accaduto e lavora creando dei renumerativi brevetti per garantire una vita agiata ai nipoti.
Crea anche un potentissimo robot di nome Mazinger Z per il nipote più grande Koji.
E’ proprio Koji a scoprire il robot nei sotterranei della propria abitazione, dopo che un violento terremoto ha distrutto la villa di famiglia ed aperto un passaggio sotto terra.
Koji si mette alla guida di Mazinger ma non sapendo come pilotarlo, in breve tempo finisce per aggirarsi per la città seminando distruzione.
Alla comparsa di Mazinger il professor Yumi, discepolo di Yuzo e direttore dell’Istituto di ricerca per l’energia foto-atomica, gli manda incontro il robot Afrodite Ace pilotata dalla figlia Sayaka.
Dopo un breve scontro Koji riesce a far funzionare la radio e sotto la guida di Sayaka impara a pilotare Mazinger; giusto in tempo perchè intanto altri due misteriori robot compaiono nella Baia di Tokyo e si dirigono verso l’istituto devastando tutto quello che trovano sul loro cammino.
I famosi Doublas M2 e Garada K7 sono i primi mostri meccanici provenienti dall’isola di Bardos e comandati dal barone Ashura.
Fanno parte dell’esercito di conquista del malvagio Dottor Hell che vuole conquistare il mondo con la loro forza robotica.
A fermare i due mostri ci pensa Koji a bordo del Mazinger, che diventerà ben presto il baluardo dell’umanità contro la sete di potere dello scienziato pazzo.
Da quel momento in poi l’attenzione dell Dottor Hell sarà concentrata sullo sconfiggere Mazinger ed appropriarsi dei segreti che lo rendono così potente: l’energia foto-atomica e la super lega z.
Ad aiutarlo il pittoresco Barone Ashura e le sue Maschere di Ferro.

Come detto in precedenza questa è l’edizione integrale del fumetto pubblicato più di trent’anni fa in Giappone su “Shonen Jump” (editore Shueisha) e “Shonen Magazine” (editore Kodansha), riproposta nel formato dei volumetti originali.
La realizzazione della D/visual è come sempre di ottima qualità ed ogni albo conta più di 230 pagine per un prezzo di copertina di 7,10 euro.
Il manga è molto vecchio per cui i testi ma sopratutto i disegni soffrono del tempo che è passato.
Si tratta però di un prodotto imperdibile per tutti gli amanti del genere in quanto è possibile vedere il Mazinga più genuino che aveva in mente Go Nagai.
Il fumetto infatti ha un taglio molto più cruento rispetto alla versione animata, anche se non mancano gli intermezzi comici.
Molto interessante infine scovare le mille differenze con l’anime, come ad esempio il personaggio dell’ispettore Ankokuji o l’assenza di Boss Robot.

Voto: 8 – un vero Cult per i fan!

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