Ancestrale

Fantastici Quattro: the end

Scritto da Gabriele "Falcon" Boldreghini il 17/04/2008COMMENTA

Fantastici Quattro, the endNel tipico formato 100% Marvel (brossurato, a colori, 150 pagine circa, ad 11 euro) ci viene proposto il volume Fantastici Quattro: the end, l’ipotetica “fine” della famiglia di supereroi più famosa del mondo.

Siamo in un futuro imprecisato, dove grazie alle tecnologiche create da Reed Richards l’umanità può godere di molti vantaggi, tra cui l’annullamento della povertà e delle malattie. La Terra è in contattato con altre pacifiche civiltà aliene (la Cosa vive su Marte, con moglie e figli), e gli unici supercriminali che danno problemi sembrano farlo più per noia che altro. Ma sembra che a godere meno di questa utopia sia proprio Mr. Fantastic, diviso dalla famiglia e dagli amici in seguito ad un tragico scontro in cui hanno perso la vita il Dottor Destino (suo implacabile nemico) ed i suoi figli, Franklin e Valeria.
Da quel brutto giorno i Fantastici Quattro si sono sciolti, ed ognuno ha preso una propria strada, anche se ovviamente i più tormentati sono Reed e Sue, distrutti dal ricordo dei figli.
Intanto vecchi nemici tornano per un’ultima prova di forza, e solo l’intervento di molte forze congiunte potrà scongiurare la catastrofe.

Il volume, scritto e disegnato da Alan Davis, è un fumetto discreto, un’avventura tipica dei Fantastici Quattro in cui ricompaiono molti personaggi famosi dell’universo Marvel, tra cui Namor, l’Osservatore, gli Inumani, molti supereroi e Galactus. Questo però rende impossibile da apprezzare il volume per chi non conosce bene l’universo Marvel. Forse nell’intento di mostrare il più possibile, l’autore ha esagerato creando un certo senso d’insufficienza.
I buoni disegni e la storia lineare, che non si scosta per nulla dalle tipiche avventure dei F4, fanno sembrare Fantastici Quattro: the end più una semplice storia alternativa (tipica dei What if…? Marvel), piuttosto che la “fine” della famosa famiglia, forse anche a causa del formato “più comune” con cui ci viene proposta dalla Panini Comics.
Rimane l’impressione di un fumetto “già visto” con una tematica di fondo sprecata.

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