Ispirato al famoso videogioco, Doom: il gioco da tavola permette di ricreare le avventure dei futuristici marine, intenti ad uccidere pericolosi alieni che stanno per invadere una base di ricerca.
Come per gli standard della Fantasy Flight Games i materiali di Doom sono
eccellenti: miniature dettagliate, carte resistenti, segnalini e tabellone (montabile) di cartoncino spesso. Durante la partita un giocatore dovrà rivestire il ruolo dell’Alieno, avrà il controllo di tutte le creature e come scopo uccidere i marines un determinato numero di volte. I marines avranno uno scopo diverso per ogni missione (ritrovare una chiave, salvare una persona, raggiungere una stanza particolare etc. etc.), anche se ogni volta dovranno farsi strada attraverso numerosi alieni, e saranno quindi “costretti” a passare sui loro corpi.
Il sistema di gioco è semplice, ogni marines ha un punteggio di movimento ed un certo numero di dadi di danno (in base
all’arma scelta), e durante il suo turno può decidere di muovere e combattere, combattere 2 volte stando fermo o muoversi del doppio della velocità senza utilizzare armi. Inoltre può scegliere di muovere o combattere e “dichiarare un ordine”, cioè la possibilità di sparare durante il turno dell’Alieno, schivare i colpi diretti a lui o mirare e colpire meglio un bersaglio. Le creature gestite dall’Alieno possono solo muovere e combattere, ma nell’ordine che preferiscono.
Per quanto riguarda il combattimento, anche qui niente di complesso, ma d’intrigante e funzionale: nei dadi delle armi sono
riportati simboli danno (ognuno corrisponde ad una ferita) ed un numero che simboleggia la gittata. In base al tipo di arma (e quindi al tipo di dadi) si avranno effetti devastanti con poca gittata, armi con un’area di tiro lunga ma poco efficaci contro i mostri meglio corrazzati, oppure armi forti in ogni caso (qualcuno ha detto Bigfoot?). Inoltre, sui dadi talvolta è riportato il simbolo di un proiettile, se i marines ottengono almeno un dado con quel risultato dovranno scartare una munizione dell’arma utilizzata. Ma niente panico, lungo la strada avranno modo di rifornirsi anche di queste.
Ad impreziosire la meccanica di Doom, esistono carte abilità per diversificare un marines dagli altri, rendendolo più efficace in certi aspetti (combattimento, movimento, resistenza e simili), e per l’Alieno ci sono carte che gli permettono di aggiungere mostri, o di influire in qualche modo sulle azioni dei marines (ad esempio con la temuta carta Click… che fa andare a vuoto un tiro d’attacco).
A mio avviso, Doom da il meglio di se in 4 (un Alieno e 3 Marines), buono in 3, ma ingiocabile in 2, soprattutto se si tiene in considerazione che le regole tendono ad avvantaggiare il giocatore Alieno, tanto che in rete si trovano diverse Faq o House Rules per modificare questa pecca. Le partite raramente scendono sotto le 3 ore, e spesso le superano di misura. Si possono fare partite singole, o utilizzare la campagna seguendo la storia principale, inoltre molti fan hanno costruito propri scenari e li hanno messi in rete.
La versatilità (mappe sempre diverse, e la possibilità di creare scenari propri), il divertimento e i materiali ottimi fanno di Doom un gioco davvero bello. Il prezzo spesso oscilla tra i 40 e i 50 euro, ed è disponibile anche una versione italiana. Al momento esiste un’espansione corposa quanto il base per questo gioco, anch’essa tradotta in italiano dalla Nexus, che aggiunge creature, carte e modalità di gioco.
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