Ancestrale

Blue Rose

Scritto da Gabriele "Falcon" Boldreghini il 04/11/2007COMMENTA

Blue Rose copertinaBlue Rose è un gioco di ruolo fantasy davvero particolare per quanto riguarda l’ambientazione, mentre per le regole si appoggia al diffuso (amato o odiato) d20 system. Si autodefinisce (a ragione) “gioco di narrazione fantasy romantico, con un sistema True d20 system”.

Nelle prime pagine, dando uno sguardo alla storia di Aldis (regione principale in cui vengono ambientate le avventure di Blue Rose) ci si trova catapultati in un regno magico e romantico, tollerante e pacifico oltre l’immaginazione, una vera e propria utopia. Ognuno ha di che vivere in maniera dignitosa, molti dispongono di poteri magici (Arcana) che utilizzano per il bene delle varie città, c’è il diritto all’istruzione (!), le pene per i crimini si basano sulla comprensione e la rieducazione (mai intrusiva e contro la volontà del criminale) ed è inesistente il concetto di pena di morte: per le colpe più gravi o recidive c’è l’esilio. Se a questo aggiungiamo che il re (o la regina) viene scelto da un Cervo fatato, praticamente divino simbolo del bene, e che per diventare nobili (c’è una prova che chiunque può sostenere) si deve essere puri di cuore e seriamente motivati ad aiutare Aldis… bhe, si capisce che non si sta giocando in un tipico mondo fantasy, in cui la risposta ad ogni problema è quasi sempre la violenza o l’intrigo.
Il gioco lascia molti spunti su come poter incentrare le varie giocate sul romanticismo, tra amori a prima vista, amicizie più solide dell’acciaio, corteggiamenti e, perché no, tradimenti (sempre basati sul sentimento). Uno degli argomenti principali trattati da Blue Rose è la libertà d’espressione sessuale, ovvero, coppie d’uomini o donne sono approvate senza alcuna remora. Questo potrebbe infastidire alcuni giocatori, ed il manuale suggerisce di tenerne conto, mentre si preparano le proprie avventure.
Le razze che popolano queste terre sono gli umani (caratterizzati dalla regione di provenienza), gli Oscuri (esteticamente simili agli orchi, ma di solito non malvagi), i Vata’an (simili agli elfi), i Vata’sha (un esperimento di un malvagio Re Lich ha tentato di cambiare indole ai Vata’an, ma è solo riuscito a fargli diventare la pelle nera, senza cambiargli il carattere), ed infine gli animali Ry, esseri fatati intelligenti che comunicano tramite telepatia ed hanno altri poteri.

In un primo momento, i miei giocatori erano dubbiosi sul “che cosa può mai succedere in una terra simile?”, ma dopo le prime giocate hanno capito quante possibilità di gioco di ruolo offre Blue Rose e ne sono rimasti entusiasti.
I problemi ci sono, ed al solito saranno gli eroi tenuti dai giocatori a tentare di risolverli. Ad esempio, i tre regni che confinano con Aldis sono o possono essere fonte di guai. Tra questi ci sono Rezea, terra di cavalieri nomadi e selvaggi, ma dall’indole buona, Jarzon, dominato da una teocrazia bigotta che non vede affatto di buon occhio le libertà di Aldis, ed infine Kern, triste regno governato da un Re Lich, ultimo sopravvissuto di un passato oscuro, che spera di tornare a dominare i regni confinanti. Da questi possono arrivare infiltrati e uomini che si sono venduti all’Oscurità, lasciando il puro sentiero della Luce. Gli stessi nobili di Aldis che sono scelti in un primo momento, anche grazie alla loro bontà, possono corrompersi con il tempo, oppure seguire senza volere il vecchio detto “la strada dell’inferno è lastricata di buone intenzioni”. Per giungere infine ai problemi più diretti, dati dagli esseri Oscuri, magiche e crudeli creature, o dalle Porte d’Ombra, portali costruiti nell’epoca in cui erano i Re Lich a regnare e che a volte sono ancora attivi e nascosti, pronti a condurre terribili creature sui territori di Aldis.
Non c’è da preoccuparsi quindi, ci si “trova” sempre in un mondo fantasy e come tale può essere denso d’esplorazioni, pericoli mortali ed incredibili combattimenti, solo che, in aggiunta, Blue Rose esplora tutta un’altra sfera di tematiche, che lasciano molte più possibilità di gioco di ruolo.

Passando all’aspetto tecnico del gioco, si deve sapere che il sistema si basa sul solo d20, senza bisogno di utilizzare altri dadi, da questo la definizione True d20 system. Questo ovviamente cambia radicalmente degli aspetti della maggior parte dei d20 system, capostipite D&D compreso. In particolare non ci sono i punti ferita, ma livelli di danno. Molto importanti diventano i tiri salvezza, a cui si aggiunge oltre ai tre base (Tempra, Riflessi e Volontà) anche quello sulla Robustezza, che serve proprio ad assorbire (parzialmente o interamente) i colpi ricevuti. Al posto della Classe Armatura, si utilizza un punteggio di difesa, dato da armatura e agilità, più un bonus che aumenta con i livelli (se combatti meglio, ti difendi anche meglio). Invariato invece rimane il sistema delle abilità, che utilizzano i gradi (massimo = livello +3) ed il bonus di caratteristica, a cui si aggiunge il solito dado da 20 per ottenere una data difficoltà, ma in Blue Rose, acquistare un’abilità, vuole dire ottenere di solito il massimo numero di gradi possibile, senza la necessità di metterne un numero prestabilito ad ogni livello.
Le razze sono quelle sopraccitate, compresi gli animali-ry che un giocatore potrebbe decidere di tenere come personaggio, mentre le classi sono “solo” tre: Adepto, Esperto e Guerriero. Nonostante questo, ed il solitamente rigido avanzamento a livelli, c’è davvero possibilità di personalizzare il proprio eroe, in quanto solo alcune cose sono stabilite per ogni classe (incremento del tiro per colpire, dei Tiri salvezza, della difesa ecc.), ma ad ogni livello, gli eroi guadagnano un talento da poter scegliere tra i molti disponibili, quindi due Guerrieri, pur avendo simili caratteristiche, potrebbero prediligere diversi stili di combattimento, due Adepti possono acquistare Arcana e talenti basati sui poteri magici ben diversi, e soprattutto questo vale per gli Esperti, che hanno modo di scegliere tra tutte le abilità, e quindi si può avere un Esperto ladro, uno studioso ed uno simile ad un Guerriero.

Purtroppo però, ci sono anche delle note negative.
Ho trovato stupido e privo di senso il sistema del denaro: in pratica ogni giocatore ha un valore di ricchezza, che di solito può aumentare con un tiro di dado quando passa di livello, e può comprare tutti gli oggetti sotto quel valore di ricchezza, mentre per acquistare quelle di maggior valore si vedrà scalare il proprio punteggio di ricchezza.
La parte peggiore però sono i molteplici buchi e le incomprensioni che derivano dal sistema di combattimento, che nelle prime occasioni sembra troppo confusionario, e poi si lima, magari con qualche house rules che viene spontanea, tanto da non capire perché non ci hanno pensato i creatori. Anche per quanto riguarda gli Arcana a volte sorgono delle incomprensioni, solitamente legate alla quantità ed al modo di assorbire danni. Questi difetti sul lato pratico (per quanto riguarda i soldi si fa presto a tornare ad un sistema più realistico e funzionale) purtroppo creano delle brutte incomprensioni, ed è un vero peccato, perché l’idea di base del combattimento (tiro per colpire per raggiungere la difesa, danno fisso diminuibile con il TS di Robustezza) è davvero interessante.

Nel complesso Blue Rose è un’ottima variazione del d20 system classico, con un’ambientazione stupenda e bellissima da giocare, ma con alcuni buchi che gli fanno perdere punti. Immancabile per tutti gli amanti delle storie romantiche, è edito dalla Green Ronin Publishing / Wyrd Edizioni (nel 2005), costa 30,00 euro.

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