Ancestrale

Guin Saga, il Manga

Scritto da Daniele "OrsoPoeta" Vitaloni il 22/08/2009COMMENTA

GuinSaga1-OKUn uomo si sveglia nella foresta di Rood. E’ confuso e non ricorda nulla del proprio passato; solo un nome che crede  essere il suo, Guin.
Costui possiede un’altra particolarità: ha la testa di un leopardo….e non si tratta di una maschera.
Nella stessa foresta due ragazzini sono inseguiti dai soldati di Mongaul.
Si tratta della principessa Rinda e del principe Remus, legittimo successore al trono di Parros, in fuga dopo che i Mongaul hanno conquistato il regno ed ucciso tutta la famiglia reale.
Vagando senza meta nella foresta Guin, che naturalmente è massiccio come un bodybuiler ed un abile guerriero, interviene in tempo per salvare i bambini dai soldati che li avevano raggiunti.
Superata la diffidenza iniziale, comprensibile visto i tragici eventi che hanno travolto i due bambini e per le strane fattezze dello sconosciuto salvatore, il gruppetto si attrezza per passare la notte nella foresta.
Ma un’improvvisa tempesta spegne il fuoco che li proteggeva dagli spiriti maligni  ed i tre sono attaccati dai Ghoul che si sono impossessati dei cadaveri dei soldati di Mongaul uccisi poco prima.
Mentre combattono queste creature il gruppetto viene catturato da altri soldati di Mongaul provenienti dalla fortezza di Stafolos, l’unica struttura che sorveglia la foresta.
Prima di entrare nel castello Rinda ha una visione e prevede che lo stesso sarà attaccato e distrutto di lì a poche ore; a quanto pare la famiglia reale di Parros è benedetta dagli Dei con dei poteri sovranaturali, anche la loro misteriosa fuga dalla lontana Parros alla foresta di Rood sembra sospetta.
Il castello è retto dal Conte Vanon dei Mongaul, detto il “Conte Nero” per via del Morbo della Morte Nera che gli consuma le carni e colpisce chiunque respiri la sua aria.
Il conte vuole carpire dai bambini il tesoro segreto di Parros e li fa rinchiudere in una torre per decidere il da farsi.
I due fratelli vengono separati e nella prigione Guin e Remus conoscono il loro vicino di cella; un certo Istavan di Valachia, un mercenario cremisi imprigionato per aver disobbedito agli ordini.
Guin, che ha suscitato la curiosità del conte viene fatto scontrare come un gladiatore contro una gigantesca scimmia grigia di Gabur proprio mentre all’esterno del castello si stanno radunando un numeroso gruppo di assalitori.
Si tratta dei Sem, barbari scimmieschi che vogliono vendicarsi del Conte perchè li ha usati come sacrificio per tentare di curare la sua malattia.

SCHEDA TECNICA
Guin Saga è un ciclo di romanzi dell’autrice Kaoru Kurimoto, iniziato nel lontano 1979. Detiene il primato della più lunga epopea fantasy mai scritta: è arrivata a centoventisei volumi (dei quali solo i primi tre pubblicati in Italia da Editrice Nord) più i ventuno libri della serie spin-off.
La serie gode di un grande successo in patria ed è famosa per aver ispirato il creatore di Berserk, Kentaro Miura.
La versione a fumetti è relativamente nuova (iniziata in Giappone nel 2007) e si compone per il momento di quattro numeri.
Per sottolineare la continuità con la collana di romanzi è stato chiamato per le immagini di copertina Naoyuki Kato, l’illustratore dei primi libri.
Il fumetto è pubblicato in Italia dalla divisione Planet Manga della Panini Comics, 4,30 euro per circa 160 pagine in bianco e nero, storia di Kaoru Kurimoto e disegni di Hajime Sawada.

CONSIDERAZIONI
Non sono un patito dei personaggi ultraforti ed ultrataciturni, quelli che ti segano un nemico con un colpo solo; tanto per capirci alla Ken o alla Gatsu.
Questo Guin però come primo impatto mi ha fatto una diversa impressione, forse per via della sua testa deforme o della memoria completamente assente capace di suscitare pietà nel lettore.

I due principini che lo accompagnano sanno essere detestabili come solo i bambini sanno diventare: troppo debole e sensibile Remus, troppo altezzosa e sicura Rinda.
Da notare anche, nonostante gli scontri cruenti e le scene violente, una presenza di sangue molto modesta (beninteso, non mi aspettavo scene splatter) di cui ignoro le cause: che sia la scelta dell’autrice di una certa cifra stilistica od altro?
Farsi un’idea su un primo numero non è mai facile, specie se di una serie così longeva e famosa.
Di certo si respirano delle atmosfere alla “Berserk” e questo può concorrere a far apprezzare meglio il prodotto e magari a farci chiudere un occhio sulle sue pecche.

GIUDIZIO: un fantasy interessante. Un primo numero che sembra possedere “qualcosa”. Da tenere sotto osservazione.

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