Un produttore televisivo di nome Genya Tachibana è seriamente determinato a realizzare un documentario su una vecchia stella cinematografica del secolo scorso, la settantenne Chiyoko Fujiwara.
La famosissima attrice ha abbandonato le scene e si è ritirata a vivere in un luogo alquanto remoto del Giappone; Genya, che da giovanissimo aveva lavorato con lei, la raggiunge insieme ad un fidato operatore di telecamera.
Inizia un lungo viaggio nelle memorie della protagonista, alternando esperienze personali alle sequenze dei suoi celebri film in un montaggio dove realtà e fantasia si fondono sapientemente e danno vita ad un mondo dalle atmosfere oniriche dove Genya ed il suo collaboratora si immergono completamente; e noi con loro.
Il filo rosso che lega tutto il racconto è l’amore che Chiyoko prova per un pittore in fuga (perchè considerato un sovversivo) e che lei incontra durante l’adolescenza.
Non conoscendo il suo nome né come trovarlo, Chiyoko diventa un’attrice nella speranza che il suo amato la veda sul grande schermo e cerchi di contattarla.
L’intreccio dei ricordi procede in un continuo cambio armonico di scene: di anno in anno, di film in film, tra finzione e realtà.
Alla fine la matura attrice capirà a cosa serve la chiave che l’amato pittore le diede prima di scomparire.
SCHEDA TECNICA
“Millennium Actress” è un lungometraggio animato giapponese, di genere drammatico e dalla durata di 83 minuti circa.
E’ il secondo film scritto e diretto da Satoshi Kon, che lo ha realizzato nel 2001 forte del successo di pubblico e di critica avuto dalla sua prima opera “lunga”, il thriller “Perfect Blue” del 1997 (che consiglio vivamente a tutti).
Pluripremiato nei Film Festival sia Asiatici sia Occidentali.
L’opera è uscita in DVD in Italia per la Eagle Pictures.
COMMENTO
Lo stile narrativo del regista è semplice ma coinvolgente. Come per altre sue opere future (quali “Paranoia Agent” e “Paprika”, anche queste consigliate) la narrazione segue una linea più onirica che fantastica ed usa la leva dei sentimenti umani per catapultarci nel dramma di una singola persona.
Non ci sono epiche battaglie contro demoni disumani, niente effetti speciali.
La storia tratta di una delle più comuni e meravigliose esperienze della vita: la ricerca della persona amata.
E’ una ricerca difficile e faticosa perchè a volte ci si mette di mezzo il fato avverso, incarnato nel film da una vecchia strega che la tormenta.
Alla fine cos’è veramente importante? Trovare l’amore o semplicemente non smettere mai di cercarlo?
GIUDIZIO: mi ha regalato delle emozioni vere. E’ questo che dovrebbe fare un film, no?
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