
“VAN HELSING”. Film di Stephen Sommers.
“Van Helsing” è un film horror del filone “monsters in action”. Dai connotati fumettistici, privilegia gli effetti speciali rispetto al resto; un film dall’intreccio semplice – ma tuttavia interessante e a tratti originale – e non privo di suggestione, con qualche battuta all’americana e molto in digitale. Con questo film si tenta – anche se non con pieno successo – un rimando alle macedonie “all monsters”.
Ritroviamo tra i protagonisti, Van Helsing (Hugh Jackman), Anna Valerius (Kate Beckinsale) e Carl, il frate aiutante di Van Helsing (David Wenham); tra i mostri il Conte Dracula (Richard Roxburgh), la creatura di Frankenstein (Shuler Hensley), l’Uomo Lupo (Will Kemp), il Dottor Jekyll (interpretato per pochi minuti da Stephen H. Fisher) e Mister Hyde (Robbie Coltrane). Da ricordare il servo – prima del dottor Frankenstein e poi di Dracula – Igor (Kevin J. O’Connor) e le tre spose di Dracula (Josie Maran, Silvia Colloca e Elena Anaya). Tra i mostri presentati, la creatura di Frankenstein è l’unico che non è stato realizzato in digitale in ogni scena.
Durante il film viene data l’ennesima spiegazione dei motivi dell’ “eterno” scontro tra Van Helsing e Dracula, del loro legame e delle loro rispettive storie sulla loro origine. Le vampire vengono rappresentate in certe scene come un gigantesco ibrido tra donna e uccello, il che richiama all’immagine che alcune popolazioni antiche avevano del vampiro. Dracula è invulnerabile ai metodi tradizionali di distruzione del vampiro e vi è un antidoto alla licantropia. Alcune cose ricordano i cliché precedenti: il mostro di Frankenstein ha il terrore del fuoco e gli viene data la vita grazie ai fulmini; Dracula tenta sempre di far continuare la sua specie; l’Uomo Lupo ha sempre l’animo scisso in due dalla battaglia tra umanità e animalità.
Notiamo la vaga antipatia verso il Vaticano nel volere il bene ma fare il male, quanto di nuovo la massa aborrisca il “diverso” e che “brutto” o “mostro” non sono sempre sinonimi di “cattivo”: a tutti è data una scelta, indipendentemente dalla propria natura.
Pur essendo un film che oscilla tra horror, action e fantasy con una punta d’ironia, non manca qualche lacrima per il finale melodrammatico.
Dialoghi non elaborati ma essenziali, non certo caratterizzati da un linguaggio di fine Ottocento (la data dell’ambientazione del film). La scenografia si sposta da San Pietro a Roma a Parigi, mostra tre castelli, il paesaggio rumeno e la costa. Molto bella la scena del ballo nella residenza ungherese di Dracula. Coinvolgente la colonna sonora che durante il film sfiora vari stili, una bella regia e un cast eccellente, con alcuni nostalgici rimandi al film horror degli anni ’50, ‘60 e ’70.
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per me van helsing è il miglioore ciaooo!!!!!!!