Un romanzo tanto horror quanto fantasy per certi aspetti, perché in mezzo a una discreta quantità di sangue non mancano demoni, lotte, trappole e magie. Tutto questo e molto altro ci aspetta dentro La Casa del demone.
Oliver Graham è un cattivo ragazzo, uno di quelli cresciuti in strada che prendono la vita un po’ come viene, saltando da un lavoro all’altro (non sempre legale), in attesa della svolta, quella che arriva di colpo per cambiarti la vita. E quest’occasione lo sorprende una sera come tante al pub, quando uno strano individuo lo avvicina per proporgli un affare… che non può certo rifiutare. Si tratta di entrare in una casa disabitata e recuperare un libro. Facile. Eppure se il compenso arriva a centomila sterline, ci deve essere di certo un inganno sotto. Già prima d’iniziare il lavoro, Graham capisce che c’è qualcosa di sbagliato e molto pericolo per lui, ma un po’ per l’incapacità di farsi sfuggire una simile somma, un po’ per caparbietà decide comunque di entrare nella casa del demone.
Mauro Saracino ha fatto un buon lavoro nel mixare vari elementi di horror e fantasy e nello scrivere un romanzo che riesce di certo a incuriosire. La storia procede su due binari: nel primo seguiamo Graham dentro la casa, nel secondo ripercorriamo con lui in un lungo flashback i momenti dell’assurda serata che lo hanno condotto là dentro. All’inizio tutto è confuso (si devono superare i primi due capitoli per iniziare a immergersi nella storia), ma ben presto iniziamo a comprendere parte dei misteri della casa del demone, che saranno dipanati nel corso delle pagine.
Per assurdo l’horror è più dato dall’atmosfera, che da veri e propri momenti di suspense, perché non si crea mai una vera e propria paura nel lettore, mentre il lato fantastico è ben presente e permea ogni stanza dell’onirica casa in cui si ritrova il protagonista. La lettura scorre bene, ma avrei preferito uno stile più tagliente, che l’autore forse cerca di affibbiare a Graham, ma non con particolare successo. Di solito mi affeziono a personaggi simili, ma con lui non ci sono riuscito, in qualche modo mi è parso finto. Si rivela un simpatico buffone, ma un po’ forzato nel suo ruolo, e lo stesso capita ad altri comprimari. Ho anche trovato abbastanza fastidiose alcune descrizioni, troppo dettagliate (si arriva spesso a fare la metratura di stanze, corridoi e altro), inadatte a un romanzo che ha come punto di forza le situazioni surreali.
Tra alti e bassi la storia ne esce bene e si fa leggere con piacere, pagina dopo pagina, almeno fino agli ultimi capitoli, in cui tutto si fa troppo… hollywoodiano; quella che doveva essere una storia d’atmosfera si riempie d’indesiderate scene d’azione, a dir poco eccessive. Inoltre, proprio sul finire, la narrazione viene tolta senza apparente motivo dalle mani del protagonista. Nell’epilogo c’è un accenno di ripresa, ma “si rovina” lasciando un finale che conduce a un seguito non preannunciato. Poteva essere un buon finale aperto, a cui in un secondo momento si poteva aggiungere un seguito, invece lascia la certezza che sia così, e quando la cosa non è annunciata, infastidisce.
Edito dalla Asengard Edizioni (15 euro per 320 pagine), La casa del demone risulta essere un romanzo più che discreto, in grado di offrire alcune sorprese, ma che poteva essere davvero ottimo con alcune accortezze. Da acquistare con un pizzico di curiosità.
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