Ancestrale

Fire & Ice: Le cronache del drago

Scritto da Gabriele "Falcon" Boldreghini il 28/05/20101 COMMENTO

Ehi, mi sono detto, un film fantasy moderno (del 2008) ma quasi sconosciuto, chissà che non sia carino. Certo il titolo appariva un po’ banale (e mi ricordava troppo “Le cronache del ghiaccio e del fuoco” di Martin) e la trama non era certo delle più originali… ma non si può mai dire, poteva trattarsi di un’ora e venti da prendere in leggerezza, senza troppe pretese. In fondo, di film sul fantasy classico continuano a non vedersene troppi, anche se negli ultimi anni (grazie Signore degli anelli) c’è stato un certo revival.

La principessa Luisa (Amy Acker), cresciuta in modo assai liberale dal padre, si dedica spesso ad attività di solito esclusive degli uomini e vive felice nel suo pacifico regno… almeno finché questo viene preso di mira da un drago di fuoco, che inizia a spargere morte e distruzione. Sembra che l’unica soluzione per il re Augustin (Arnold Vooslo) sia giurare fedeltà (ovvero cedere il suo regno) al vicino regnante, il bieco Quilok (Ovidiu Niculescu), le cui terre il drago di fuoco tende a ignorare. Luisa decide quindi di salvare il regno, mettendosi in marcia da sola alla ricerca di un vecchio cavaliere, che anni prima riuscì nell’eroica impresa di uccidere un drago. Incontra invece suo figlio Gabriel (Tom Wisdom), ed è a lui che dovrà affidare la speranza di salvezza della sua terra.

Siamo nel classico medioevo dove tutti sono lindi e profumati, salvo rimanere un po’ anneriti quando il drago di fuoco passa a incendiare il villaggio. Abiti sgargianti e dai colori vividi sono appannaggio non solo della nobiltà, ma talvolta anche di altri personaggi. Inguardabili i cavalieri di Quilok, con un’armatura rossa che sembra di carta. La stessa aria di finzione si riscontra spesso anche negli scenari, senza contare gli improbabili congegni di Sangimel (John-Rhys Davies), mentore e aiutante di Gabriel, tra i quali compare anche un proiettore! Le scene di combattimento sono quasi incomprensibili, a livello di recita delle elementari, con un montaggio della scena a dir poco discutibile. Già regista di Catwoman (altro film terribile), Pitof non appare certo migliorato, e fa rimpiangere la sua prima pellicola: Vidocq. Gli attori non riescono a migliorare la blanda sceneggiatura, recitando senza particolari riconoscimenti.

Una nota che ho voluto lasciare per ultima, riguarda le fattezze dei draghi (oltre a quello di fuoco ne apparirà un altro di ghiaccio, come si evince dal titolo), che sembrano in tutto per tutto delle manta con la coda chiodata. Ovvio che non si può parlare di “immagine attendibile di un drago”, ma questa scelta estetica appare certo sfortunata. Insomma, è evidente che non ci sia alcun buon motivo per guardare Fire & Ice: Le cronache del drago, nemmeno il fatto che duri poco (80 minuti circa), perché riesce ad annoiare nonostante la brevità. Se si è proprio affascinati dai draghi, allora si può sempre guardare (e riguardare) Dragonheart, superiore sotto ogni punto di vista. 

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One Response to “Fire & Ice: Le cronache del drago”

  1. Fairy scrive:

    Non mi è piaciuto per niente, noioso e banale!

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