
“IL DIARIO DEL VAMPIRO”. Prima trilogia e quarto volume di Lisa J. Smith
Saga di romanzi ancora in corso che segue il filone di “Twilight” e ha alcuni elementi di “Buffy, l’ammazzavampiri”. Elementi horror, ma principalmente un fantasy contemporaneo in cui vengono mescolati magia, streghe, vampiri, lupi mannari, fantasmi, umani con l’immancabile storia d’amore. All’inizio la saga era pensata come un trilogia:
“Il diario del vampiro: Il risveglio” – 2008 (titolo originale: The Vampire Diaries: The Awakening – 1991)
“Il diario del vampiro: la lotta” – 2008 (titolo originale: The Vampire Diaries: The Struggle -1991)
“Il diario del vampiro: la furia” – 2009 (titolo originale: The Vampire Diaries: The Fury – 1991)
In seguito l’autrice pubblicò un quarto volume col titolo “Il diario del vampiro: la messa nera” – 2009 (titolo originale: The Vampire Diaries: Dark Reunion – 1991)
I primi quattro libri narrano le vicende di una ragazza diciottenne, Elena, che si ritroverà innamorata del vampiro Stefan. La trama s’intreccia intorno agli amici e ai compagni di scuola di Elena, al suo ex-ragazzo, al vampiro fratello di Stefan, dipanandosi in magia, sangue, amore, morte e problemi di normali adolescenti.
Principalmente le tematiche di questi primi quattro romanzi sono: l’amore incondizionato che ti fa rischiare il tutto per tutto per il bene della persona amata, l’amicizia, la crescita interiore in una situazione disperata e dolorosa, l’invidia tra compagne, il confine tra vita e morte, tra magia e razionalità e tra apparenza e la propria vera natura.
I romanzi sono scritti in modo molto semplice e scorrevole, pur affrontando tematiche complesse, alcune delle quali vengono rese molto bene, altre no. Sembra di “leggere un telefilm”: molti eventi e poca descrizione della psicologia dei personaggi, benché diversi tra loro e ben delineati. In alcune frasi che l’autrice usa per descrivere il loro animo è detto molto in modo essenziale e conciso, spesso d’effetto, ma un approfondimento non sarebbe stato sgradito. Il lettore fa fatica ad affezionarsi profondamente ai personaggi.
Un punto positivo per l’idea per la protagonista: Elena è bella, alta, seducente, popolare a scuola, il sogno di ogni ragazzo; consapevole della sua bellezza e del fascino che ha sui ragazzi, sa cosa vuole ed è disposta a ogni mezzo per ottenerlo. Quindi non troviamo la tipica protagonista asociale, bella ma che non sa di esserlo, buona, timida: troviamo una ragazza che s’impunta sul protagonista vampiro solo perché lui non è caduto ai suoi piedi come tutti gli altri ragazzi! Bella la figura di Matt, ex-ragazzo di Elena, che continua ad amarla e pensa solo alla felicità di lei. Evidente la metafora “donare sangue a un vampiro – fare l’amore” e “essere morso con la forza – stupro”.
Non mancano i colpi di scena e nessuno è mai quel che sembra, anche se molte volte l’autrice lascia indizi molto evidenti che rendono tutto prevedibile dal lettore. La vera identità di alcuni personaggi non verrà mai rivelata. Finale troppo da favola, forse anche troppo persino per una favola.
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