Ancestrale

La Bussola d’Oro, al cinema

Scritto da Gabriele "Falcon" Boldreghini il 05/01/2008COMMENTA

La Bussola d’Oro_locandinaAltro film fantasy tratto da un libro (il Signore degli Anelli ed Harry Potter hanno dato vita ad un revival fantasy che non accenna a fermarsi… per fortuna!), in cui la protagonista è una bambina. La Bussola d’Oro è stato scritto da Philip Pullman, ed il primo di una trilogia, e così dovrebbe essere per il film, girato dal regista Chris Weitz.

Lyra (Dakota Blue Richards) è una ragazzina che vive al Jordan College di Oxford, in un mondo tanto simile al nostro geograficamente, quanto diverso per magia ed abitanti fantastici, ma soprattutto per l’anima, infatti, mentre la nostra è rinchiusa nella gabbia di carne che è il corpo umano, nel mondo della Bussola d’Oro l’anima delle persone è esterna ed ha una forma animale che rispecchia le qualità del soggetto, con cui divide un profondo legame. Pan, il Daimon (nome dell’anima-animale) di Lyra, non è ancora stabile e cambia forma in continuazione, come succede a quello di molti bambini non ancora formati nel carattere, ed è insieme a lui che la protagonista s’imbarca in un’avventura alla ricerca dell’amico George, da poco scomparso. Sulle loro tracce c’è la Signora Coulter (Nicole Kidman), donna spietata che tenta di catturare la ragazzina per strapparle la Bussola d’Oro, un magico oggetto che indica “la verità delle cose” e solo Lyra può leggere.
Durante il suo viaggio Lyra incontra molti amici come il popolo dei Gyziani, l’orso polare Iorek Birnison (la cui stirpe domina l’Artico), la strega Pekka (Eva Green) ed il cacciatore Lee Scoresby (Sam Elliott), mentre nell’ombra potenti nemici tramano contro di lei.

La Bussola d’Oro sembra avere delle potenzialità inespresse, il Daimon, parte centrale della vicenda, non è ben spiegato e così molti altri punti che avrebbero portato chiarezza nella storia, a tratti una corsa agli effetti speciali (eccelsi) in cui sembra si sia dimenticata una parte di pellicola. Così anche per le motivazioni di Lyra, a volte spinta dagli eventi a volte indomita e sicura di se oltre il probabile. Nonostante questo, il film scorre bene, ed è una visione piacevole, seppur con questa sensazione d’incompleto, acuita dal fatto che, come per il Signore degli Anelli, la prima parte di questa trilogia termina con una partenza, lasciando la storia in sospeso.

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