Il potente mago Grimnir era intenzionato a riscoprire gli antichi incantesimi dimenticati per diffondere la pace nelle terre di Migdard.
Ma l’Ordine dei Maghi giudicò troppo pericolosa la sua ambizione e decise di imprigrionarlo ai confini della terra.
La sua dipartita non migliorò di certo la situazione in cui versava il Regno, costantemente minacciato da orde di mostri.
Ma ecco che dal castello di Aldhreim, sede dell’Ordine, un piccolo gruppo di giovani maghi decide di mettersi in viaggio per cercare di riportare la tranquillità.
Questa è la banale trama di un curioso videogioco “indie” che ha saputo portare una ventata di allegria nel panorama videoludico.
Infatti grazie al mercato in espansione del digital download sono ritornati in voga titoli e generi low budget che difficilmente avrebbero trovato spazio sugli scaffali dei negozi; è questo il caso di Magicka.
Il gioco è stato sviluppato dal team svedese Arrowhead Game Studios e possiede un concept semplice ma gradevole.
Si tratta di un hack’n’slash di genere fantasy,con visuale isometrica alla Diablo.
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IL GIOCO
In questo titolo ci si troverà alla guida di un buffo maghetto che dovrà completare quests utilizzando al meglio gli incantesimi di cui dispone e, cosa più importante, eliminando tutti i mostri che gli si pareranno davanti nei 13 capitoli in cui è suddiviso il gioco.
Il plot è molto scarno ed anche gli elementi rpg, che di solito caratterizzano questi prodotti come ad esempio l’inventario o il “looting”, in questo caso mancano o sono ridotti all’osso.
Sono previsti pochi miglioramenti del personaggio, versioni più potenti dell’arma e del bastone da mago; fin da subito si ha a disposizione tutto l’armamentario magico presente nel gioco.
Si tratta di otto magie il cui funzionamento di base verrà spiegato in un semplice tutorial: acqua, ghiaccio, fuoco, terra, arcano, vita, fulmine e scudo; combinate insieme a formare una “formula magica” per un massimo di 5 slot (es. Fuoco, Fuoco, Terra), daranno vita ad una grande quantità di incantesimi differenti.
Verranno suggerite solo le combinazioni più semplici, al giocatore sperimentare magie sempre più varie e potenti.
Le magie ottenute possono essere usate in 3 modi differenti: su sé stessi (es. cura), in un determinato punto (es. palla di fuoco) o in un’area circolare attorno a sé (es. scudo).
Oltre alle battaglie con orde agguerrite di mostri, l’uso della magia servirà anche a risolvere piccoli enigmi ed ostacoli posti sul cammino dei personaggi (es. ghiacciare un fiume per attraversarlo).
Tanta semplicità potrebbe far nascere molti dubbi ai videogiocatori odierni, abituati a grafiche mozzafiato ed a sistemi complessi, ma proprio in questo risiede il suo punto di forza.
Magicka è facile da apprendere e veloce da giocare, a tratti frenetico.
Sa essere molto divertente, sopratutto se giocato in multiplayer.
Il tutto è condito anche da una buona dose di humor e di “citazioni” di altri videogiochi più blasonati o film di genere fantastico.
Il comparto tecnico risulta povero e semplice come il gioco stesso, soltanto gli effetti delle magie sembrano più accurati.
Altro particolare che sottolinea l’ironia di cui è intriso il titolo è il doppiaggio in Gibberish, sorta di lingua nonsense affine all’inglese.
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VOTO: 7
GIUDIZIO: curioso, semplice e divertente, non adatto ai più pigri, in multiplayer è uno spasso
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