Volevate un gioco in cui poter impersonare una divinità, in cui ci si picchia come fabbri, con massima interazione ed abbastanza veloce da poterlo giocare in poco più di un’ora… bene, Age of Gods è quello che fa per voi!
Una partita ad Age of Gods si svolge in uno standard di 9 turni in cui le varie popolazioni in gioco combatteranno nel tentativo di conquistare territori, che alla fine corrisponderanno ai punti vittoria dei giocatori. Lo svolgimento è molto semplice e già durante la prima partita chiunque riuscirà a comprendere il funzionamento del gioco.
Ogni giocatore a turno svolgerà le seguenti azioni:
1- Fortificare (si mette un tassellino in una zona che si vuole rendere più difficile da conquistare).
2- Attaccare (si lancia un attacco con una qualsiasi popolazione, anche non propria, da un territorio ad un altro).
3- Usare una carta (svolgendo l’azione relativa).
Gli attacchi si effettuano con un metodo molto semplice: si tira un dado e con un risultato di 3 o più si vince, di conseguenza si toglie il segnalino della popolazione sconfitta e lo si rimpiazza con uno di quella che ha vinto. Ovviamente alcuni fattori possono modificare la difficoltà del tiro, come ad esempio l’attaccare una città (le zone bordate di rosso) oppure una zona fortificata.
Di carte se ne ha un numero fisso distribuito ad inizio partita, e quella da usare va scelta tra queste. Molte permettono attacchi supplementari, mentre alcune utilizzano particolari poteri, ma indipendentemente dal tipo possono essere giocate solo nell’apposita fase.
Alla fine della partita ogni territorio conquistato da una propria popolazione varrà un punto (due se è una città), e chi ha ottenuto più punti vince. La particolarità del gioco è che le varie popolazioni tenute da un giocatore sono scoperte durante lo svolgimento della partita e non sono disponibili dall’inizio, aumentando così l’incertezza (e la confusione) e rendendo possibili situazioni in cui si colpisce una razza che diventerà nostra in un secondo momento
A questo aggiungiamo che ognuno impersona uno specifico Dio ottenendone il relativo potere ed il gioco è fatto. Semplice, lineare e divertente.
Una partita ad Age of Gods è un susseguirsi di tiri di dado e carte giocate, con strategie molto basilari da seguire, quindi non piacerà di certo agli amanti dei giochi tedeschi o in generale più razionali. Però ha alcuni punti di forza, tra cui una grafica stilizzata ma simpatica ed un certo charme casinaro e caotico in grado di catturare i giocatori più smaliziati, desiderosi di un gioco leggero, veloce e molto dadoso.
È edito dalla Asmodee Editions (si trova in inglese, e dubito sarà mai fatta un’edizione italiana), ed il prezzo si aggira intorno alle 40 euro.
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Prendi la scatola di questo gioco, la giri sul retro e la prima frase che leggi è:
“You are a GOD” *_*