Nel 2002 l’Armenia Edizioni ha iniziato a ristampare questo famoso e particolare ciclo fantasy, scritto dalla nota coppia Margareth Weis e Tracy Hickman (diventati celebri grazie alla saga di Dragonlance), e finalmente oggi ne possiamo gustare il settimo ed ultimo capitolo.
L’aspetto più entusiasmante del Ciclo di Death Gate è la quantità di misteri e situazioni imprevedibili che
si vengono a scoprire man mano che si prosegue nella lettura dei vari romanzi, pieni di quella capacità di affascinare, propria dei buoni libri fantasy.
Attraverso le azioni dei vari personaggi si viene a conoscenza delle meccaniche del mondo (o per meglio dire, dei mondi), gli intrighi e le condizioni in cui versano gli abitanti, situazioni spesso disperate. Tra queste si
muovono i due protagonisti principali, Alfred e Haplo (quest’ultimo comparirà solo dal secondo libro) a cui si affiancano personaggi altrettanto interessanti, la maggior parte dei quali dotati di una certa comicità, tipica dei soggetti buffi creati da Weis e Hickman.
I primi quattro romanzi (L’ala del Drago, La stella degli elfi, Mare di Fuoco e Il sortilegio del serpente) servono ad esplorare i mondi principali, in cui si sviluppa la storia, e sono quelli più densi di fascino. Ma tanto altro ci attende nei successi due volumi (La mano del Caos e Nel Labirinto), anche la visita a
quello che è considerato il luogo più pericoloso mai creato dalla magia. Infine, ne La Settima Porta, tutto corre verso la risoluzione finale (forse in maniera troppo affrettata), ed ogni situazione lasciata in sospeso sarà risolta.
La magia è l’elemento portante del Ciclo di Death Gate insieme all’esplorazione dei mondi, sconosciuti
anche ai protagonisti, e questo contribuisce all’effetto di meraviglia generale. Accompagnando Alfred ed Haplo alla scoperta di Arianus, Pryan, Abarrach e Chelestra potremo scoprire quale imponente e pazzo piano ha portato alla disfatta che sembra ormai prossima, mentre i due protagonisti ed avversari imparano a conoscersi… e forse a rispettarsi.
L’intero Ciclo è stato scritto nell’arco di quattro anni (dal 1990 al 1994), proprio nel momento in cui i due
autori erano all’apice del successo, ottenuto grazie alle saghe di Dragonlance, ma è con il Ciclo di Death Gate che Weis e Hickman portano a termine un nuovo ambizioso progetto, dando vita a 4 mondi distinti (più alcuni luoghi metafisici) in maniera incredibilmente reale e creando un geniale intreccio narrativo, tenendo in considerazione alcune tematiche sempre presenti nei loro romanzi, come l’equilibrio a cui tende inesorabile il mondo.
Ogni romanzo del Ciclo di Death Gate costa 15 euro ed è edito dalla Armenia.![]()
L’intera saga è un gioiello del fantasy che non dovrebbe mancare a nessun amante del genere, soprattutto a coloro che hanno già apprezzato i due autori per altri loro lavori.
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