Con il terzo libro del ciclo Le Nebbie di Ravenloft continua la ristampa di vecchie storie (questa in particolare datata 1993) ambientata nel Semipiano del Terrore, inedite in Italia.
L’arazzo delle anime perdute è un oggetto antico, forse quanto il Semipiano stesso, in grado di catturare al suo interno l’anima delle persone malvagie (che sempre abbondano a Ravenloft) e di contenerle. Ma con il passare dei secoli troppe sono le anime catturate al suo interno, desiderose d’uscire per infestare il mondo; potrebbero essere una vera e propria legione inarrestabile, un pericolo per tutto il Semipiano. Un gruppo di Guardiani, ormai ridotto all’osso, si occupa di tenere sotto controllo il suo potere, ma è sempre più difficile.
Nel prologo si narra un breve excursus dell’arazzo (tradotto in seguito “tessuto”?!) e di come riesca a passare da persona a persona corrompendo chiunque incontri. Il libro è poi diviso in tre parti (eque come numero di pagine) in cui si raccontano vicende riguardo all’arazzo, che coinvolgono tre persone distinte, ma legate tra loro. La lettura è abbastanza scorrevole, ma non molto avvincente e priva di particolari colpi di scena.
Nonostante il mio amore per Ravenloft, L’arazzo delle anime perdute mi ha deluso. Spiega poco o nulla dei Reami Oscuri (un nuovo lettore si troverebbe spaesato) e la storia seppur carina è un po’ blanda. Slegato, come consuetudine di questo ciclo, dalle due precedenti storie (Morte di un Signore Oscuro e Il Vampiro delle Brume), questa volta si scorgono solo di sfuggita i terribili orrori di Ravenloft. In compenso, presenta la vita tipica di un villaggio dei Reami Oscuri; crudele difficile ed immersa nella paura più di quanto sia lecito pensare.
L’autrice Elaine Bergstrom non è molto conosciuta in Italia, ma ha contribuito al ciclo di Ravenloft con un’altra opera ancora inedita per noi (Baroness of blood), oltre ad avere scritto altri romanzi, alcuni a tema horror, in particolare sui vampiri. Il costo (15 euro) è troppo alto per un libro di appena 280 pagine (scritte pure un po’ larghe), ma questa si sa è la politica dell’Armenia.
Per completezza di collezione, o amore spassionato nei confronti di Ravenloft.
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