Tante aspettative e altrettante delusioni in questo romanzo d’esordio di Melissa Marr, che utilizza il tema delle fate per aggiungere pepe ad una storia d’amore leggera e priva di colpi di scena.
Aislinn vive a Huntsdale con la nonna, ed è una ragazza come tante altre se non fosse per il singolare fatto di riuscire a vedere le fate. Ma non si tratta di simpatici spiritelli alati, intenti nella peggiore delle ipotesi a giocare piccoli scherzi; le fate che Aislinn riesce a vedere sono grandi quanto un uomo, belle e spesso perverse, tanto che la nonna (munita dello stesso “dono”) ha stabilito delle regole ferree per evitare di entrare in contatto con quelle creature crudeli.
Pur cercando di vivere una vita più normale possibile, per Aislinn è sempre più difficile ignorare quegli esseri invisibili che tormentano gli uomini… così come è sempre più difficile ignorare i sentimenti che prova verso Seth, il suo più caro amico, e forse qualcosa di più. Si ritroverà a dover confidare il suo segreto al ragazzo, quando Keenan, il Re dell’Estate, inizia a corteggiarla con insistenza. Pur odiando il popolo fatato, Aislinn si ritrova coinvolta in un gioco a cui non si può sottrarre.
Wicked Lovely è un romanzo leggero, che si legge con facilità, anche perché le 300 pagine sono scritte a caratteri cubitali. L’autrice scrive in maniera semplice, ma talvolta ingarbuglia il filo narrativo degli eventi, lasciando quasi insolute delle parti (si millanta un “oscuro Inverno che regna nel mondo degli uomini”, ma non se ne avverte affatto la presenza). Aislinn pare una ragazzina insipida, se non fosse per il suo dono, e solo avanti nel romanzo inizia ad avere una personalità più delineata. Nel tentativo di rendere piccanti alcuni aspetti della vita di Aislinn, Melissa Marr cade in uno strano bigottismo fatto di “non detto e accennato troppo in fretta”, fino a sfociare in episodi quali l’esasperata verginità della protagonista e l’analisi per dimostrare di non avere malattie veneree, quanto meno fuori luogo in un romanzo come questo.
La storia non è nemmeno brutta (anche se un po’ piatta) e si fa leggere con piacere, migliorando verso il finale (purtroppo prevedibile). Ma con il background scelto (Fate in chiave moderna) si poteva fare molto molto di più. L’autrice sembra quasi aver sprecato la possibilità di scrivere un ottimo romanzo. Lo stesso mondo fatato è infatti mal descritto, quasi un’aggiunta per rendere la storia più particolare ed interessante.
Forse se costasse meno potrebbe essere considerato meglio, quindi consiglio a chi fosse davvero interessato di attendere la versione economica, perché 18,50 euro per Wicked Lovely sono davvero troppi.
Un romanzo Harmony a tema fatato, per ragazzine assetate d’amori strani… o per una lettura leggera sotto l’ombrellone.
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