Ancestrale

Il Cameraman e l’assassino

Scritto da Andrea Brocanelli il 03/02/2009COMMENTA

Il buon Ben si procura da vivere ammazzando. Ed è un vero maestro nel farlo, tanto che un giovane regista raduna una troupe e comincia a filmarne le gesta.

Siamo nel 1992 e la parola “Reality” poteva al massimo evocare la colonna sonora del Tempo delle mele, The Blair witch project era ben lungi dal venire perciò capite che già il formato contiene qualcosa di originale. I personaggi si chiamano come gli attori, e chi sta davanti alla telecamera vi guarda dentro dialogando direttamente col pubblico. Il film è anche nella realtà un prodotto low budget, e molti altri elementi ancora ci inducono a sovrapporre la finzione alla realtà.

Insomma molto più di un mokumentary, un falso documentario su Benoit, l’assassino che sa che “… se ammazzi una balena avrai addosso Greenpeace,[...] ma se uccidi un banco di sardine, ti aiuteranno ad inscatolarle”. L’assassino che, tra una lezione di vita ed una di morte, sfoggia un carisma che contagia sia chi lo filma che lo spettatore, fino a quando le distanze cominciano ad assottiglliarsi, fino ad annullarsi. La macchina da presa è l’essere più osceno dell’opera, non si ferma davanti a nulla. L’umorismo non manca ma è sempre nerissimo. All’epoca della sua uscita al Festival di Cannes furono in molti a scagliarsi contro un modo così estremo di fare cinema. Chissà che invece non sia proprio una riflessione sulla forza e l’etica dell’immagine, e un monito su un modo di spettacolarizzare che ha del profetico in anni in cui internet doveva ancora arrivare (ebbene si, moccioso, l’umanità ha anche vissuto un oscuro periodo in cui la rete non esisteva!).

Aldilà degli spunti polemici e di riflessione che il film sicuramente offre, è un’opera godibilissima, usa i meccanismi del genere in modo innovativo, è coraggiosa e divertente, violenta e commovente, piena di trovate narrative originali e a tratti irresistibili, una per tutte l’omicidio di una cardiopatica con un paio di urli.

Titolo Originale: MAN BITES DOG: IT HAPPENED IN YOUR NEIGHBORHOOD

Regia: Remy Belvaux

Interpreti: Benoît Poelvoorde, Jacqueline Poelvoorde-Pappaert, Nelly Pappaert

Durata: h 1.35
Nazionalità:  Belgio 1992
Genere: thriller

Giudizio critico

Pelo sullo stomaco necessari alla visione

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