Ancestrale

I Pirati dell’Oceano Rosso

Scritto da Gabriele "Falcon" Boldreghini il 08/02/2009COMMENTA

Tempi duri per i Bastardi Galantuomini fuggiti senza soldi e risorse dall’amata Camorr, in cui erano diventati una vera e propria leggenda del furto e dell’inganno. Le loro avventure però sono ben lontane dalla conclusione, visto che stiamo parlando di Locke Lamora… il più geniale pluribastardo uscito dalle pagine della letteratura fantasy!

Dopo un brutto periodo, da cui Locke non sarebbe mai uscito senza l’aiuto dell’amico Jean Tannen, i Bastardi Galantuomini decidono di tornare in attività a pieno regime, puntando all’inaccessibile magazzino della più grande casa da gioco della città di Tel Verrar. Di certo una sfida che spingerà al limite le loro abilità, eppure il compito riuscirà a diventare ancora più arduo del previsto a causa delle inattese (e mai desiderate) attenzioni di alcuni vecchi nemici, a cui se ne aggiungeranno nuovi sempre più infami. Senza volerlo, si ritroveranno invischiati in una tela di intrighi e bugie molto più fitta di quanto credevano di aver tessuto.
A causa di un odioso ricatto, saranno scaraventati sul ponte di una nave a fare i pirati, loro che non riconosco prua da poppa e dritta da mancina. Goffi e fuori luogo, riusciranno a cacciarsi in nuovi guai, ma grazie all’incredibile talento di Locke di incasinare qualsiasi situazione, aggiungendo menzogne ad intrighi già complicati, forse riusciranno ad uscirne vivi… o quantomeno a vendicarsi dell’uomo che tiene in pugno le loro vite. Nel frattempo dovranno sopravvivere a duelli, abbordaggi e lavori umili per diventare autentici Pirati dell’Oceano Rosso.

La narrazione cattura il lettore fin dalle prime pagine, a dispetto del prologo discutibile (e poco credibile), che sembra essere una finestra su un momento cruciale, per risolversi in maniera piuttosto semplice. Tutti i personaggi sono davvero ben caratterizzati, e l’autore cura (al solito) nei minimi particolari i dettagli dell’ambientazione, anche se a tal proposito lamento ancora la mancanza di una cartina del mondo dei nostri “eroi”. Chi si è affezionato a Locke, ritroverà la nostra canaglia in tutto il suo splendore e genio, anche se l’atmosfera è più cupa, soprattutto a causa degli eventi accaduti nel primo libro (Gli inganni di Locke Lamora), tanto che l’inossidabile amicizia tra lui e Jean viene messa a dura prova.

Scott Lynch da un’altra ottima prova del suo talento da scrittore, anche se, al contrario del primo libro della saga, I Pirati dell’Oceano Rosso presenta qualche pecca. In primo luogo il titolo è fuorviante, perché le avventure in mare si rivelano essere meno della metà del romanzo, e nemmeno così centrali agli inganni del nostro sacerdote del Tredicesimo. Forse anche a causa della troppa carne al fuoco, che in certi momenti può fare confusione, o della mancanza di una certa esuberanza (soprattutto a livello d’ironia) questo secondo libro non riesce ad essere all’altezza del capolavoro costituito dal primo, rimanendo comunque un ottimo romanzo.

Pubblicato in Italia da Editrice Nord (al costo di 19,60 euro), I Pirati dell’Oceano Rosso è un libro corposo, con 700 pagine dense d’avventura, intrighi e sentimenti, che conferma il talento di Scott Lynch, e farà rimanere con l’acquolina in bocca i suoi fan, in attesa del prossimo capitolo. Ancora molti sono i segreti che circondano Locke e che attendono di essere scoperti, per quanto riguarda i furti da compiere… bhe, il mondo è pieno di ricchi che devono ricordare.

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