Bubba: 1. Uomo del sud degli Stati Uniti. 2. Bravo ragazzo 3. Uomo bianco povero, redneck, abitante di un campo di roulotte”
Ho tep: 1. Antenato o discendente dalle 17 dinastie egiziane, 3100-1550 a. C. 2. Nome famigliare di un faraone (Re) egiziano”
C’è una cosa che accomuna alcuni grandi personaggi, soprattutto del mondo dello spettacolo, ma che hanno lasciato una impronta profonda in tutta la società. Giganti come James Dean, Marilyn, Jim Morrison e, appunto e soprattutto, Elvis. Questo comune denominatore è che intorno a loro fioriscono leggende che non li vogliono morti, solo nascosti. In mezzo ai boschi o sull’isola tropicale ognuno ha i prorpri buoni motivi per cercare l’anonimato. E’ come se quell’impronta fosse talmente forte da rendere impensabile che possano essere semplicemente passati a miglior vita. Ognuno di loro ha trovato un sistema per simulare la propria dipartita, è così! Erano troppo dritti per fare qella finaccia! Ci hanno fregato tutti! Hanno fregato anche la morte!
Elvis però ha fatto un errore, anzi due: il primo è sceglire il sosia sbagliato con cui scambiare la vita, un cardiopatico che poi si è buttato sulla droga. Il secondo errore era stato lasciare tutti i documenti che provavano la verità nella roulotte andata a fuoco! Ormai da anni tutti pensano che sia Sebastian Haff, il suo sosia. Sono queste le condizioni in cui ritroviamo il Re, in un ospizio alle prese con una senilità assai poco dignitosa e una fastidiosa pustola suppurante sul pene.
Scopriamo poi che la struttura ospita un’altra illustrissima “celebrità”, nientepopodimeno che l’ex Presidente degli Stati uniti d’America Jhon Fitzgerald Kennedy. Pare infatti che dopo l’attentato di Dallas i servizi segreti siano riusciti ad asportare il cervello del presidente ed eseguire un trapianto. Ora la mente di J.F.K. si trova nel corpo di un anziano nero su una sedia a rotelle.
A questo punto niente di strano quando i due, insospettiti da un aumento di decessi, si trovano a fronteggiare una mummia che ama vastirsi da cow boy, e che ha trovato a Riposo Ombroso una perfetta fonte di cibo. Il mostro infatti si nutre dell’energia degli esseri viventi, succhiandola via dall’orifizio anale.
Bubba Ho-Tep è tratto dal romanzo breve del texano Joe R. Lansdale, autore tanto prolifico quanto sfrenato, di cui ricordiamo almeno il ciclo horror/fantasy del Drive in e quello noir/pulp di Hap e Leonard. Il regista Don Coscarelli è noto soprattutto per Fantasmi (Phantasm 1979) ed i suoi (troppi) sequel. Con questo film dimostra che, pur rimanendo nel genere, ha ancora molto da dire. Qui infatti adatta fedelmente un testo dal soggetto completamente assurdo, scritto con un linguaggio parecchio sboccato e che indugia sugli aspetti più squallidi della vecchiaia. Eppure il risultato è un racconto tragicamente divertente che riesce a toccare le corde giuste fino a regalare, perchè no, anche diversi momenti di sincera commozione. Il merito della regia è sicuramente pari a quello della prosa di Lansdale, in bilico tra caustico ed ironico. Sono infatti presi di peso dalla carta quasi tutti i dialoghi e soprattutto le varie riflessioni di Elvis che lasciano un lungo solco attraverso tutta l’opera.
Ma un altro grande elemento che contribuisce alla qualità della pellicola è l’interpretazione di Bruce Campbell. E’ infatti proprio l’eroe della saga della Casa, Ash, attore feticcio di Sam Raimi, a sua volta icona pop ad interpretare il grande Elvis. Campbell non si risparmia in questa indimenticabile interpretazione e ci regala un ritratto del Re del Rock gigione e tracotante, ma anche schiettamente amaro. Riferimenti biografici e musicali sono praticamente assenti. Il motivo non è l’accidia ma l’avarizia. Infatti il film è un low budget movie e il regista non aveva abbastanza fondi anche per i costosi diritti d’autore, anche se la colonna sonora è di ottimo ed economico Rock.
Il J.F.K. di Ossie Davis, assiduo frequentatore del cinema di Spike Lee, è un assurdo personaggio e una spalla perfetta per il Re. Anche il resto del cast è valido, una per tutte l’infermiera Heidi Marnhout. C’è solo un piccolo problema: ad oggi non è ancora disponibile un’edizione italiana del dvd, però ne esiste una sottotitolata. Assicuro personalmente che lo sforzo vale la pena, vi basti solo pensare alla mummia che scrive nei cessi geroglifici che tradotti significano “Cleopatra troia!”. Geniale.
Titolo: Bubba Ho tep (id.)
Paese: USA
Anno:2002
Regia: Don Coscarelli
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QUANTO E’ ROCK:
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