Ancestrale

Arkahm Asylum

Scritto da Gabriele "Falcon" Boldreghini il 14/11/2007COMMENTA

Arkham asylum coverUna folle dimora in un folle mondo, ecco il sottotitolo ad effetto di quest’opera a fumetti scritta da Grant Morrison e disegnata da Dave McKean, considerata, a ragione, uno dei capolavori della letteratura disegnata. Cosa accade, quando l’uomo pipistrello viene “invitato” a fare un giro tra i pazzi liberi nella loro sconvolgente abitazione?

Grandiosa prova per Morrison e McKean, il cui modo tutto particolare di disegnare (che a tratti può sembrare caotico) si sposa alla perfezione in questo fumetto, capace di esplorare gli angoli oscuri della mente tanto dei pazzi quanto degli eroi… o forse un po’ di tutti noi, rimarcando il fatto che il confine è sottile, e talvolta troppo facile da valicare.

È il primo Aprile e Batman è costretto ad entrare nell’Arkham Asylum, i cui “abitanti” sono in libertà ed hanno preso in ostaggio alcune persone. Tra questi ci sono alcuni dei suoi più famosi nemici, ma non saranno loro il problema principale, quanto gli spettri della sua mente, che da sempre lo tormentano. Sarà posto di fronte ad alcune sfide, piccoli test orchestrati dall’indiscusso padrone di casa: il Joker!
Forse il contatto con la pazzia contaminerà anche lui? Oppure rimarrà saldo? Di certo uscirà cambiato dagli eventi.

Parallelamente si scorre la storia di Amadeus Arkham, fondatore della struttura, riuscendo a comprenderne le motivazioni e le paure. La pazzia sembra quasi una malattia contagiosa in questo fumetto, come se il contatto prolungato con una mente distorta non possa che portare a terribili conseguenze, anche se la vicinanza è volontaria per scopi umanitari. Psicologia e misticismo impregnano ogni pagina, permettendo di leggere l’opera tutta d’un fiato… e solo alla fine si potrà riprendere il respiro. Ma nessuno uscirà sano dall’Arkham.

Nella versione attualmente riproposta dalla Planeta DeAgostini (25 euro per 288 pag.), Arkham Asylum: una folle dimora in un folle mondo contiene, oltre al fumetto, la sceneggiatura completa di Morrison, gli schizzi di McKean e la postfazione scritta da Karen Berger (editore esecutivo della Vertigo). Ed è proprio grazie alla sceneggiatura che molti dei simbolismi voluti da Morrison ci saranno chiari, facendoci comprendere al meglio la profondità dell’opera.
Un fumetto immancabile per gli amanti dell’uomo pipistrello, per i collezionisti e per chi desidera cimentarsi con una storia bellissima ed oscura.

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