Ancestrale

Cassidy

Scritto da Daniele "OrsoPoeta" Vitaloni il 10/06/2010COMMENTA

Copertina del primo numero

Raymond Cassidy è un fuorilegge, freddo e duro ma con una propria etica.
E’ anche sull’orlo della morte, con tre pallottole in corpo, dopo una rapina andata male ed una fuga rocambolesca durante la stessa notte in cui morì il grande Elvis Presley.
Ma anche i peggiori criminali a volte riescono ad ottenere una seconda chanche e questa gli viene offerta da uno strano Bluesman cieco, personificazione della sinistra mietitrice, che gli concederà un altro anno e mezzo di vita.
Diciotto mesi per “sistemare le cose” ma anche per vendicarsi dei suoi ex-colleghi che lo hanno tradito.

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Appena terminato l’inconcludente “Caravan”, la Bonelli ci riprova con una nuova miniserie a fumetti, questa volta di 18 numeri mensili, sceneggiata da Pasquale Ruju.
“Cassidy”, questo il nome della testata, ci riporta nella California del 1977; un mondo familiare ma allo stesso tempo “obsoleto”, con ancora la guerra fredda, senza computer e telefonini.
La storia è sporca e polverosa come le strade della provincia americana.
Riprende, in maniera poco originale, i clichè dei polizieschi anni 70 con tutta una sequela di vendette, sparatorie, uomini duri e sbirri tosti.

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Il fumetto si presenta con la bella copertina di Alessandro Poli.
I disegni di Maurizio Di Vincenzo, salvo qualche rara eccezione, sono piacevoli e si amalgamano molto bene con una sceneggiatura scorrevole e ben fatta firmata da Ruju.

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Al pubblico il giudizio sulla fortuna di questa nuova proposta.

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