Ed eccoci al secondo appuntamento con i volumi dedicati ai più celebri “ospiti” (tanto sono facili le loro evasioni da sembrare più ospiti che detenuti) dell’Arkham Asylum. Questa volta la serie Batman Arkham si concentra su Harvey Dent, in arte Due Facce.
Il volume si apre con “I crimini di Due Facce” in cui vengono raccontate le origini di uno dei criminali più tenaci ed imprevedibili con cui l’uomo pipistrello ha avuto a che fare. Troviamo poi “L’uomo che conduceva una doppia vita”, il seguito della prima apparizione di Due Facce. La terza storia (“Due Facce colpisce ancora”) è una breve avventura vecchio stile, che ricorda il simpatico (ridicolo?) telefilm del Dinamico Duo. Possiamo goderci la bellissima “Gli occhi di chi osserva”, riscrittura delle origini, rimasta fedele a quanto si conosceva, ma che ci mostra un Harvey Dent più profondo, con degli importanti retroscena che lo mostrano già insano prima dell’incidente destinato a sfigurarlo tanto nel volto quanto nell’anima.
Ormai il personaggio è stato presentato ed anche i novizi del Cavaliere Oscuro e dei suoi nemici si sono fatti un’idea di chi sia Due Facce e di cosa rappresenta. Ma per chi avesse ancora dei dubbi, “Two Face” (la storia successiva) mostra una delle molteplici e cruente lotte che Harvey Dent tenta di vincere contro Due Facce, simbolo dell’uomo che combatte il suo lato oscuro. Allo stesso modo “Tanti auguri a te…” ci mostra nuovamente il suo lato più umano, quello per cui Batman combatte, la parte buona del suo vecchio amico. La penultima storia, “Ecco il tuo cappello, dove vai così di fretta?” mostra appieno il motivo per cui Due Facce è un detenuto all’Arkham Asylum, lo stato ormai profondo e radicato della sua pazzia, che viene ribadito anche nell’ultimo racconto del volume “Della stessa pasta” il cui stile grafico è lo stesso della serie animata, ma il cui contenuto è ben più forte.
Batman Arkham: Due Facce mi ha davvero soddisfatto, convincendomi della validità di quest’operazione che ci ripropone le storie degli avversari più insani (e spesso famosi) dell’Uomo Pipistrello. Simpatica anche la piccola curiosità sul nome di Harvey Dent, rivelata nella prefazione (non vi svelo nulla per non rovinarvi la sorpresa). Inoltre, ho notato molti meno errori nella traduzione, tipici della Planeta DeAgostini. Aspetto con ansia il terzo volume, dedicato a Pinguino.
Ultimi articoli di Gabriele "Falcon" Boldreghini
- Un penny per i miei pensieri - May 27, 2011
- Grandville - April 18, 2011
- Unknown Armies - April 12, 2011
- Tenebra di Luce - April 8, 2011
- I Buoni Vicini - April 3, 2011






















