Ancestrale

Batman Arkham: Pinguino

Scritto da Gabriele "Falcon" Boldreghini il 31/01/2008COMMENTA

Batman Arkham - PinguinoAl terzo volume della serie Batman Arkham, ci troviamo davanti ad una piccola parentesi discendente, forse a causa delle storie scelte o del personaggio del mese: Oswald Cobblepot, in arte Pinguino.

Tengo a precisare che in una serie che vuole mostrare i più famosi residenti dell’Arkham Asylum è stato un errore dedicare un volume a Pinguino. Sicuramente tra i più conosciuti nemici dell’uomo pipistrello (grazie anche al bellissimo film Batman il Ritorno), Pinguino è ben lungi dall’essere un uomo privo di senno, anzi, le sue caratteristiche principali, in un mondo di criminali in maschera, sono proprio l’essere realista, cinico, spietato… insomma un boss criminale e uomo d’affari dotato di tutto il necessario per fare strada. Credo sia uno dei pochi criminali che sfugga a Batman grazie a cavilli legali e terrorismo psicologico sulle vittime, piuttosto che in seguito a fughe rocambolesche ed improbabili.

S’inizia, come di consueto, con le origini di Pinguino, che già brilla per i piani ingegnosi e gli strambi ombrelli usati come armi. Segue la lunga vicenda de Il Caso del Pinguino, divisa in tre parti, la seconda delle quali apre un interrogativo destinato a rimanere insoluto: chi è il tizio uscito dalla terra alla fine? L’Oswald qui presentato è ossessionato e razionale al tempo stesso. Condizioni sfavorevoli, pur essendo un racconto ordinario, ha un finale brillante, in cui Pinguino mostra le sue capacità di boss in grado di gestire tutto da dietro le quinte. La sua mania per gli ombrelli ci viene spiegata in Il Ritorno del Pinguino, vicenda in due albi, molto divertente, soprattutto grazie al tratto grottesco di Kelly Jones, in grado di calzare a pennello e rendere Oswald Cobblepot una vera e propria caricatura. Il volume si conclude con I Sogni del Pinguino, un breve e simpatico racconto con una sorpresa finale.

Come premesso in apertura, il terzo capitolo della serie Batman Arkham non mi ha entusiasmato, lasciandomi abbastanza freddo davanti alla selezione di storie presentate. Forse il Pinguino meritava uno spazio in questa collana, non propriamente creata per “cattivi” come lui (basta pensare che “oggi” Oswald Cobblepot è il gestore di un nightclub quasi legale), ma le scelte fatte non sono state delle migliori. Intanto sono almeno spariti quegli errori di traduzione dallo spagnolo, presenti nei volumi precedenti. Ora aspettiamo il prossimo paziente: lo Spaventapasseri.

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