Ancestrale

Sette missionari

Scritto da Daniele "OrsoPoeta" Vitaloni il 16/02/20092 COMMENTI

Sette monaci vanno ad evangelizzare feroci Vichinghi.

Ci troviamo nell’Irlanda del 9° secolo.
I Vichinghi dell’isola di Skellig Mor compiono crudeli e periodici saccheggi nei territori costieri, in particolare nei monasteri della zona perchè i possedimenti della Chiesa sono sempre ricchi di beni da rubare.
A seguito dell’ennesimo, ultimo saccheggio i Dignitari della zona si recano dall’Abate per cercare una soluzione al problema, visto che l’Alto Re preferisce fare guerra ai Clan rivali piuttosto che preoccuparsi dei pagani.
Quest’ultimo decreta che la conversione di questi Vichinghi sarebbe portatrice di pace.
Il fatto è che sono pagani sanguinari e manderebbero facilmente a morte qualunque inviato della religione cristiana.
Serve qualcuno in grado di aprire i loro cuori alla verità del Cristo o quantomeno che testimoni la grandezza di Dio andando incontro ad un cruento martirio.
Chi mandare dunque a morte certa? Uomini dal grande carisma, toccati dalla santità, i migliori della Curia?
Oppure quelli di minor valore, facilmente sacrificabili?
La scelta cade su un gruppo di sette monaci che già da tempo hanno abbandonato i sacri principi della Chiesa e sono stati ripresi più volte dalle autorità ecclesiastiche.
Ciascuno di loro incarna l’esempio perfetto di un peccato capitale: Fratello Oran la superbia, Fratello Curnan l’avidità, Fratello Enan l’invidia, Fratello Goban la gola, Fratello Conan l’ira, Fratello Lugan la lussuria e Fratello Tristan l’accidia.
A loro la scelta se andare subito sul rogo in seguito di tutti i peccati commessi oppure tentare la via della redenzione “evangelizzando” i Vichinghi, dietro la promessa della nomina a vescovo in caso di riuscita.
Inutile dire che il gruppo viene catturato e condannato a morte ancora prima di approdare sull’isola.
Un disguido però proroga l’esecuzione del martirio e consente ai sette monaci di approfondire la conoscenza dei Vichinghi.
Sapranno fare breccia negli animi di questi rudi predoni del nord ciascuno a suo modo, utilizzando involontariamente il proprio peggior difetto come una forza positiva.
Mi fermo qui, senza voler svelare la conclusione della vicenda.

Vedere dei monaci cattolici, teoricamente fulgidi esempi di purezza, in preda dei più bassi istinti dell’animo umano ha un piacevole effetto estraniante.
Così com’è piacevole osservare il modo in cui alla fine cadono i Ruoli ed i personaggi si riscoprono tutti Uomini.
Nel complesso la storia “funziona”.
Oltre ad essere molto ben disegnata riesce a divertire con una leggerezza che oserei definire elegante.

Alain Ayroles ai testi, Luigi Critone ai disegni e Lorenzo Pieri ai colori per un volume di circa 52 pagine con copertina rigida al prezzo di 8,95 euro.
“Sette missionari” è il quarto episodio di una serie edita da Planeta DeAgostini (il primo dei quali, “Sette Psicopatici”, è recensito qui su Ancestrale).
La storia è autoconclusiva e non necessita della lettura degli altri albi.
L’unico filo conduttore della serie infatti è il numero sette; sette personaggi ad ogni storia così come sette sarà il numero finale dei volumi proposti.


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2 Responses to “Sette missionari”

  1. Uno dei volumi migliori della serie, fino ad ora. Simpatico e leggero con un disegno davvero bello.

  2. loccio scrive:

    Sicuramente dei cinque usciti è il più bello!

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