L’assenza del re, partito per la guerra, ha gettato il regno nello scompiglio; i duchi iniziano una lotta per la conquista del potere, cercando di accrescere le proprie terre.
Il primo fattore positivo che salta subito all’occhio è la cura dei materiali: mappe di buon cartoncino
resistente, carte flessibili, monete robuste e miniature di cavalieri e castelli bellissime. Questo è il primo impatto una volta aperta la scatola di Domaine.
Le regole sono semplici, ed il gioco risulterà scorrevole già dalla prima partita, grazie alle poche regole ben fatte ed al numero di carte con poteri speciali davvero contenuto. L’unico testo presente è (ovviamente) quello nel regolamento, altrimenti non è per nulla influenzato dalla lingua. Ad ogni modo ne esiste anche una versione italiana: Domaine, La conquista del regno.
Una partita dura in media un’oretta o meno, ed è quasi priva di tempi morti. Il numero di giocatori può variare da 2 a 4,
doma il meglio lo ottiene con il numero massimo.
Siamo davanti ad un gioco di piazzamento, veloce e leggero ma affatto banale, in cui ogni giocatore dovrà tentare di allargare i propri domini. Ogni casella del tabellone (che non essendo fisso, varia da partita a partita), fornisce un certo numero di punti vittoria, ed il primo giocatore che raggiunge la cifra prefissata sarà il vincitore. Un altro modo per giungere al termine della partita è terminando il mazzo di carte, nel qual caso il vincitore è il giocatore con il maggior numero di punti.
Ad ogni turno un giocatore esegue le seguenti azioni:
1 – controlla se le miniere nei suoi territori gli forniscono introiti;
2 – si gioca una carta (pagando l’azione in monete), oppure si vende una carta per ricavare un certo numero di monete;
3 – si pesca una nuova carta in sostituzione di quella usata o venduta;
L’azione più importante è la 2, con la quale un giocatore mette in atto le sue strategie. Le varie azioni fornite dalle carte sono tutte incentrate nell’espansione o nella difesa del proprio dominio, a discapito dei confinanti.
Nonostante le apparenze, Domaine è un gioco di piazzamento e controllo del territorio abbastanza astratto, in cui l’ambientazione si sente poco o nulla, e dalle meccaniche prettamente tedesche. Il suo più grande pregio è che si lascia giocare bene anche da giocatori occasionali, eppure le sfumature strategiche ci sono, e le partite si rivelano sempre interessanti.
Il prezzo si aggira intorno alle 40 euro, ed in Italia è edito dalla Editrice Giochi, mentre altri editori sono Mayfair Games, Tilsit e Kosmos.
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Gioco di piazzamento molto simpatico. Sicuramente non il migliore nel genere, ma uno dei pochi che riesce a divertire in poco tempo (durata media 1 ora, 1 ora e 30 minuti circa).