“DRACULA”. Libro di Bram Stoker.
Libro che non può mancare nella collezione di un appassionato di vampiri. È considerato il capostipite della letteratura vampiresca, anche se non è affatto così. Leggende sui vampiri esistono da tempi immemorabili, i popoli più antichi riportano testimonianze di queste creature e il primo romanzo – propriamente detto – sui vampiri risale a prima di Stoker.
Narra le vicende del conte Dracula, il vampiro per antonomasia, e della sua lotta per la sopravvivenza – come qualunque altro essere – contro coloro che lo vorrebbero distruggere. Tutto ciò che egli fa, lo compie seguendo la sua natura ed è condannato per questo.
Il romanzo è a carattere epistolare, raccontato dai diversi punti di vista dei personaggi sotto forma di diario. L’unico a non parlare in prima persona è proprio il protagonista, che tra l’altro è un cattivo!
Le tematiche trattate sono innumerevoli, metafore e simboli altrettanti. Si parla di solitudine, del diverso come essenzialmente cattivo, dell’immancabile sacrificio per amicizia e per amore, della lotta contro quello che consideriamo male, del bene incontaminabile che trionfa sempre sul male tentatore, della purezza contro il peccato che corrompe ogni cosa, di come a volte la mera scienza non basti, di un essere clinicamente morto e dotato di poteri soprannaturali che sopravvive alla morte, nutrendosi del sangue degli esseri umani.
Sono presenti molte figure ricorrenti: l’individuo estero dai caratteri austeri, la donna pura dai capelli castani, la donna maliziosa dai capelli rossi, il fidanzato devoto, l’esperto che risolve la situazione, l’americano esuberante.
La storia comincia, si sviluppa e si conclude molto bene. Buone le descrizioni di sensazioni e personaggi, trama interessante, notevole l’idea di descrivere i diversi punti di vista su una medesima cosa. Ogni personaggio ha le sue caratteristiche e oltre non va e, benché vi siano i diari di varie persone, lo stile di scrittura rimane lo stesso.
Stoker si è ispirato per il suo protagonista a Vlad Tepes III (si pronuncia “Zepesc” con la “sc” di “pesce”), personaggio realmente esistito nel 15° secolo in Romania e considerato eroe nazionale dai suoi connazionali. Avvezzo a metodi crudeli e disumani riguardo la politica estera ed interna, era più che naturale che la società vittoriana inglese lo vedesse come un mostro, cosa sgraditissima ancora oggi dai Rumeni. Nel romanzo l’autore accenna più d’una volta alla vita “umana” del conte.
Stoker vive nell’epoca vittoriana, caratterizzata dal puritanesimo, dalla repressione sessuale e dal protezionismo. La figura del vampiro simboleggia tutto questo: vi è una distinzione semplicistica dei concetti morali di Bene e Male, qualunque cosa che esula dai rigidi dogmi della chiesa è sbagliato; l’atto di succhiare e di penetrare le vene è una metafora evidente dell’atto sessuale, considerato così pericoloso da uccidere, infettare e dannare per sempre; tutto ciò che non è inglese – specialmente se proviene dalla parte orientale del globo – è oscuro e misterioso quindi cattivo e dannoso. Vi è addirittura un piccolo accenno all’omosessualità nel romanzo.
Sul personaggio di Vlad III, sui simboli e sulla figura del vampiro nel corso della storia, potrei andare avanti a scrivere per giorni. Per chiunque volesse approfondire la cosa, sono a disposizione sul mercato un’infinità di saggi scritti da chi ne sa ben più di me.
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Un bellissimo classico, che nonostante l’età si fa ancora leggere con piacere.
Un libro che bisogna aver letto!