Ancestrale

La Biblioteca dell’Alchimista

Scritto da Daniele "OrsoPoeta" Vitaloni il 24/05/2009COMMENTA

Paul Tomm è un giovane nella media: carino, intelligente quanto basta, un po’ apatico.
Alla fine dell’università si è trasferito per lavoro nel paesino di Lincoln, Connecticut.
E’ il cronista di un piccolo giornale settimanale locale, il “Carrier”; lavoro che svolge senza eccessivo trasporto, come tutte le altre cose della sua vita.
Si lascia trascinare dagli eventi.
Dovendo scrivere il necrologio di Jaan Puhapaev, un solitario professore ordinario di Storia Baltica al Wickenden College, Paul “fiuta” qualcosa di strano.
Non si tratta solo dell’enigmatica figura del professore, solitario ed eccentrico, e neanche la sua abitazione ricolma di antichi libri scritti nei più diversi idiomi.
Qualcosa gli dice che dietro quella vita grigia ed una morte patetica si nasconde una storia.
Così si mette ad indagare con più passione del solito, spinto anche dal direttore del giornale che è stato ai suoi tempi un famoso cronista d’assalto.
A quanto pare il suo istinto non si sbagliava perchè dopo alcuni suoi tentativi di reperire informazioni riceve un macabro avvertimento: un dente umano inchiodato sulla sua porta di casa.
Questo, oltre a fornirgli la certezza di aver scovato qualcosa, lo spinge a continuare nella ricerca rompendo il suo perenne stato di apatia.
Ormai è precipitato in una storia arcana che sembra essere iniziata molti secoli prima, nel Vecchio Mondo.
Una Storia alternativa che non trova spazio nei libri di testo o nella memoria della gente.
Ad aiutarlo, oltre ad un suo vecchio professore del College ed il suo nipote poliziotto, c’è Hanna, l’affascinante vicina di casa di Puhapaev che non mancherà di far battere il cuore del nostro eroe.

Da qualche tempo le librerie sono ricolme di romanzi storico-fantastici che cercano di bissare il successo di titoli come “Il Club Dumas” o del ben più noto Codice da Vinci.
Simboli esoterici sulle copertine evocano un passato oscuro e magico, tentando di conquistare l’attenzione del lettore.
Io mi avvicino con molta cautela a questo genere di libri perchè sono troppo numerosi e di solito tendono a tradire le aspettative e le altisonanti promesse del retro copertina.
Il libro oggetto di questa recensione è stato letto in seguito ad una “sfida” intellettuale; diversamente non credo che sarebbe finito tra le mie mani.

La storia si svolge nell’arco di pochi giorni e segue il protagonista nelle sue indagini sul professor Puhapaev.
Più che un protagonista sembra quasi uno spettatore perchè viene sempre preceduto da qualcuno o non riesce a comprendere una storia troppo grande e troppo distante per lui.
Ad ampliare il respiro di una vicenda che da sola sembra poco attraente, c’è la bella trovata di alternare ciascun capitolo della trama principale con altre storie: resoconti del ritrovamento di importanti manufatti alchemici che ci riportano a tempi e luoghi molto differenti tra loro e contribuiscono a dare una parvenza di importanza ad una storia che sembra fino alla fine banale od incomprensibile.
I personaggi sono affabili, seppur brevemente accennati, e la narrazione scorre fluente per merito di un linguaggio semplice e moderno.
Apprezzabili sono i continui riferimenti, talvolta ben nascosti, alla tradizione alchemica medioevale; frutto di un evidente lavoro di ricerca ma che da soli sono incapaci di far emergere questa storia dal mare della mediocrità.

Come giudicare questo libro?
Si legge bene ma non mi ha appassionato, il finale poi mi ha lasciato poco o niente.
Ho apprezzato i riferimenti alchemici ed i racconti sui ritrovamenti dei vari  manufatti; queste cose però potrebbero risultare ostiche per una semplice lettura “sotto l’ombrellone”.

VOTO = 6– “Nella media (al ribasso), con qualche spunto interessante”.

“La biblioteca dell’alchimista”, primo romanzo di Jon Fasman, pubblicato in Italia dalla BUR con un prezzo di copertina di 8,40 euro.

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