Ancestrale

La città dei clown

Scritto da Daniele "OrsoPoeta" Vitaloni il 13/09/20092 COMMENTI

la-citta-dei-clown-OKJamie è un ventenne australiano mediocre, come tanti.
Un lavoro da servo, pochi soldi nel portafogli, per casa una topaia in condivisione con altri ragazzi.
Una vita grigia, anonima, senza prospettiva insomma.

Un bel giorno però tutto questo cambia.
Per uno scherzo del destino Jamie è costretto ad unirsi ai Clown del Circo della Famiglia Pilo.
Si tratta di una transizione forzata e repentina, avvenuta per mero istinto di sopravvivenza, senza poterci pensare su.
Improvvisamente Jamie si ritrova catapultato in una dimensione parallela dall’aspetto di un Luna Park di provincia, a metà strada tra Brisbane, gli States e l’Inferno.
Il fine ultimo di quello strano mondo è assorbire la forza vitale degli ignari passanti che vi finiscono dentro (in gergo denominati “trucchi”), convinti di visitare un normale spettacolo.
Per Jamie la convivenza all’interno di quella strana realtà non sarà per niente facile.
Il poveretto dovrà avere a che fare presto con acrobati violenti, pagliacci sadici, zingari efferati, mostriciattoli di vario genere, fattucchiere nonchè con i temutissimi Fratelli Pilo, i gestori del circo.
Dovrà anche adattarsi alle assurde regole del posto, e non solo.
Quando Jamie si pittura la faccia di bianco come un clown si trasforma in un suo alter ego malvagio e diabolico, di nome JJ. Quando il bianco scompare ritorna il ragazzo terrorizzato, imprigionato in un incubo senza possibilità d’uscita.
Due personalità che condividono i ricordi dell’altro e che si contendono con astuzia e colpi bassi un unico corpo disponibile.
La violenza e l’atrocità la faranno da padrone fino al catastrofico finale.

La prosa dell’autore è scorrevole e richiama alla memoria gli stili di Stephen King e Clive Barker, pur non disdegnando qualche citazione di Lovecraft.
Il mondo dipinto da Elliott è violento e senza speranza, una dimensione infernale dove non sembra esserci spazio per i sentimenti umani.
Il malcapitato Jamie e la sua controparte “cattiva” JJ sono immersi fino al midollo nella corruzione, nella violenza, nello squallore; sono altri i valori che reggono il Circo dei Pilo.
Si potrebbe notare nell’organizzazione del circo una metafora del mondo odierno, tutto orientato al carrierismo, all’egoismo, alle lotte tra i gruppi di potere.
Oppure si potrebbe vedere nell’ambivalenza dei pagliacci una trattazione del lato oscuro che è in ognuno di noi.
Ma senza andare troppo in là con le speculazioni, il libro è un buon horror basato sul dualismo di fascino e terrore emanato dall’archetipo del clown.

“La città dei Clown” è il primo romanzo horror del giovane autore australiano Will Elliott, pubblicato in Italia da Mondadori nella collana Strade Blu.
Più di 360 pagine per 17,00 euro.

GIUDIZIO: sconsigliato a chi ha paura dei clown!

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2 Responses to “La città dei clown”

  1. Era già nella lista libri da leggere, ora anche il più piccolo dubbio è cancellato! :-) Aspetto comunque che esca nella collana Piccoli Oscar, perché 17 euro sono tanti.

  2. E alla fine l’ho letto (arrivato in regalo). Bello, una “piacevolissima” lettura, che all’inizio un po’ stenta a decollare, ma con il passare delle pagine si fa sempre più avvincente. Nonostante la violenza onnipresente, non disturba, a mio avviso, perché ha spesso qualcosa di cartoonesco e grottesco… insomma, qualcosa da spettacolo dei clown. :-)

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