Ancestrale

‘Breaking dawn’, il libro

Scritto da Paola il 03/02/2010COMMENTA

“BREAKING DAWN”. Libro di Stephenie Meyer.

Ultimo libro della tetralogia, con l’immancabile tematica preferita dell’autrice: l’amore incondizionato che ti fa rinunciare a ciò che tieni di più e rischiare il tutto per tutto. Il libro non è il migliore della saga, ma i personaggi sono trattati splendidamente nella loro psicologia. In conclusione, abbiamo conosciuto tutti i personaggi che erano poco più dei bambini interiormente e ora li ritroviamo adulti. E come loro, anche lo stile di scrittura dell’autrice è migliorato molto.
Le tematiche principali sono: mai giudicare dalle apparenze, essere intelligenti nel capire quando è più saggio tenersi all’oscuro da un segreto pur accettandolo, quanto l’amore di un genitore possa raggiungere livelli inimmaginabili e cosa si sia disposti a fare per i figli, la diplomazia e le parole possono vincere sulla violenza, quanto le parole di un essere ritenuto saggio possano nascondere ambizioni sfrenate e intenzioni malvagie, non tutti i segreti sono un male, la fiducia è difficile da conquistarsi, l’innocenza dei bambini può fare miracoli, quanto l’aiuto e l’unione degli amici sia preziosa e importante, e infine, anche creature molto diverse tra loro possono trovare un punto d’incontro e arrivare a collaborare e capirsi, mettendo da parte divergenze o pregiudizi.
In questo romanzo notiamo due personaggi che spiccano in particolare: Bella, ritrovatasi madre a diciotto anni e suo padre Charlie, ottimo esempio di essere umano saggio e comprensivo. Vediamo Bella trasformarsi da ragazza introversa e pasticciona ad adulta responsabile e pronta a tutto per la figlia. Ella è disposta a morire per lei e, nel momento in cui una diciottenne prende consapevolezza di essere madre, in lei avvengono cambiamenti repentini atti a renderla un’adulta responsabile e premurosa. Charlie rappresenta un raro tipo di essere umano: quello saggio, che non giudica ma che si sforza di comprendere il fatto che è più sensato essere tenuto all’oscuro di qualcosa, per il suo bene e per quello altrui. Non ha secondi fini, non mostra eccessiva curiosità di fronte a un segreto che non può capire o che metterebbe in pericolo tutti, vincendo la preoccupazione. Capisce che vi sono cose al di là della semplice realtà che si conosce e che si tocca con mano e che è necessario ignorare perché non si è pronti ad accettarle e comprenderle.
Una delle poche note stonate è il finale da favola: non coincide col resto del romanzo che fa apparire ogni cosa, anche la più inverosimile, incastonata nella realtà. Il finale “… e vissero felici e contenti” è fuori luogo con la storia. Un lieto fine era d’obbligo dopo tutte le cose che i personaggi hanno vissuto, ma non con certe sfumature favoleggianti e melodrammatiche. Una seconda nota stonata è la scena d’amore dei due protagonisti che avrebbe potuto essere trattata meglio e avrebbe completato il quadro del profondo sentimento di Bella e Edward.
Belli i capitoli della trasformazione, della rinascita e della prima caccia di Bella, temi trattati nei minimi particolari, quasi minuto per minuto Non mi sembra di aver mai letto niente di così approfondito in altri romanzi sui vampiri. Molto suggestivo il rapporto che si sviluppa in questo romanzo all’interno del branco dei licantropi e tra questi ultimi e i vampiri.

Piccola nota personale.
Studio la figura del vampiro da quando ho sette anni e credo di aver letto molto, anche se ho ancora tanto da imparare. Nessuno mi ha suggestionato come Anne Rice o come Stoker (nel mero ambito dei romanzi dei vampiri), ma non ritengo giusto dire che tutto ciò all’infuori di loro sia spazzatura, come invece ho sentito dire. È più che giusto dire che il romanzo sia piaciuto o no, ma la frase “il vampiro non è così” non è plausibile. Il vampiro è un simbolo, una risposta ai fatti storici che si vive, cambierà sempre. Magari in questi romanzi i vampiri sono molto “umani e buoni” e non coincideranno con lo stereotipo del vampiro malvagio e predatore, ma è interessante analizzarlo come il simbolo della nostra storia contemporanea, povera di amore, pace e tolleranza. Sicuramente nessuno può avere mai avuto una storia con un vampiro, eppure molti si sono immedesimati nell’amore di Bella, portando nella propria vita la sensazione che non sono i soli a provare certe emozioni, pur solamente sulla mera carta. Molti sperimentano la solitudine e la diversità. Ed esiste una creatura oltre al vampiro che può dire cosa sia la solitudine? Non è da biasimare che molte persone ci si identifichino.

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