Cavie è un altro sferzante, autolesionistico e morboso romanzo di Chuck Palahniuk. Una serie di racconti che esplorano gli abissi più cattivi della psiche umana.
Sete di pubblico, voglia di essere riconosciuti e la promessa di tre mesi di ritiro in un rifugio per scrittori convince personaggi dello stampo della Baronesse Assiderata, Miss Starnuto, il Conte della Calunnia e l’Agente Lingualunga a radunarsi sotto lo sguardo perverso e vigile del Signor Whittier, all’interno di un fatiscente teatro in una locazione sconosciuta. Ma ben presto le cose si fanno molto difficili per il nutrito gruppo di narratori, quando la caldaia si rompe ed il cibo inizia a scarseggiare.
Il Signor Whittier è deciso a rispettare il suo impegno e non farli uscire prima di tre mesi, incurante della loro sofferenza, interessato solo alle storie che le sue cavie hanno da raccontare… e poi non sono state proprio loro a cercare quel dolore per recitare il ruolo delle vittime? Non è questa la parte che ogni uomo sceglie per se?
Questi interrogativi assillano Whittier e gli ospiti forzati del teatro, che iniziano a narrare le proprie storie, facendo luce sul perché dei bizzarri nomi che si sono scelti. Uno squarcio di un’umanità impazzita, intenta solo a creare o cercare dolore, in lotta continua con la noia che pare sempre l’ultima vincitrice.
Edito da Mondadori nella collana Piccola Biblioteca (8,80 euro per 400 pagine), Cavie (2005) è un romanzo del feroce e nichilista Chuck Palahniuk, che ancora una volta per fare luce sugli sporchi misteri dell’uomo decide di farlo a pezzi per vedere cosa ha dentro.
Crudele e morboso, non adatto a stomaci deboli.
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