Piena adolescenza, quattro di amici di quelli uniti da legami indissolubili, una cittadina di provincia e tanta voglia di evadere, di vivere al meglio senza seguire canoni prestabiliti. Ci piacevano i Gansendrosis è quella parte di noi che rimane sempre giovane e ribelle.
Stefano, Marco, Gigio e Corto sono amici da sempre e per sempre lo rimarranno, questa è l’unica certezza delle loro vite scassate di adolescenti provinciali. Ma la vita non è d’accordo e decide d’impartirgli una lezione, una di quelle brutte, che segnano i sopravvissuti… e forse li rendono più forti.
Si parte dalla fine, o quasi, con tre di loro che piangono uscendo da un funerale, e si procede con una catena di serrati flashback, densi di significato e pronti a ritrarre momenti importanti delle loro vite. Frammenti che li definiscono, li dipingono e ci permettono di conoscerli e di renderli un po’ anche amici nostri, e di condividere con loro lacrime e risate (entrambe abbondanti).
Tra canzoni di rock duro, birre, canne e scopate i quattro moschettieri tentano di tirare avanti a dispetto di tutto, soprattutto dell’amore straziante tipico di quell’età emotiva che si colloca tra i 15 ed i 20 anni. Altri personaggi simpatici e bizzarri salteranno fuori dalle pagine, in particolare il buon nonno Griso, partigiano che non ha mai smesso di combattere per la libertà.
Il sottofondo rock è vitale nel romanzo, anche quando l’autore annuncia un brutto tempo “senza musica”, e nonostante i gusti dei quattro spazino tra tutto il genere rock più duro e puro, c’era un tempo in cui tutti erano d’accordo nell’affermare che “Ci piacevano i Gansendrosis”.
Se il rock è la musica padrona, il colore dominante è il rosso. Il rosso del sangue, della passione, dell’amore e della politica. L’autore mischia con maestria tutto questo, regalandoci un libro intenso con diverse chiavi di lettura. Non ci si può annoiare leggendo Ci piacevano i Gansendrosis, perché non ci sono tempi morti né pause, è un libro da bere tutto d’un fiato, che scalda la gola ed il cuore, ma lascia un retrogusto amaro in bocca.
Luca Ducceschi è un autore emergente, che più volte ha comprovato il suo talento quest’anno, raggiungendo le librerie con altri due romanzi: Gioco di Voci e Ciò che ho scritto lassù in soffitta. Ci piacevano i Gansendrosis è edito da Montag (90 pagine per 13 euro), e si può ordinare direttamente dal suo sito senza pagare spese di spedizione:
http://www.edizionimontag.com/shop/scheda.asp?id=154
Se anni fa vi siete persi e riconosciuti nel Giovane Holden e sapete bene come Jack Frusciante è uscito dal gruppo, ma sentite il bisogno di ripercorrere quei momenti indimenticabili, in un romanzo più adulto, forte e moderno, allora Ci piacevano i Gansendrosis è quello che fa per voi.
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Risate, ricordi e lacrime. Un libro da leggere per chi ha apprezzato “jack frusciante è uscito dal gruppo”, solo più tosto, più reale.Più coinvolgente!