“TWILIGHT”. Libro di Stephenie Meyer.
Primo libro di una quadrilogia, dà un quadro generale di una storia che promette di svilupparsi e concludersi con successo. Il libro parla di una storia d’amore tra un’umana e un vampiro, ma tocca molte altre tematiche di cui i personaggi e la trama stessa possono essere metafore.
Oltre all’amore sono trattati i temi dell’amicizia, dello spirito di sacrificio per il bene della persona amata, del dolore, delle diverse reazioni alla sofferenza, del fatto di mettersi in gioco per aiutare la persona cara. Si possono notare anche elementi della nostra realtà: il primo amore che dura per sempre e la bellezza di crederlo davvero quando lo si prova, senza pensare che nella vita tutto può cambiare; si lascia intendere che per certe cose l’amore da solo non basta e può anche fare male, anteponendo il bene della persona amata al proprio, compiendo anche gesti estremi e all’apparenza incomprensibili e crudeli. In sottofondo si notano la gelosia tra amici e tra innamorati e la tematica del divorzio di cui non si parla esplicitamente, ma certi comportamenti e certi tratti del carattere della protagonista lo lasciano intendere.
Molti possono vederla come una favola per il lieto fine: creature di mondi così diversi e in evidente contrasto rimangono insieme perché innamorati, quando invece sarebbe impossibile dato che nell’ordine naturale il predatore caccia la preda e se ne nutre. Il leone che s’innamora dell’antilope: molto discutibile e assurdo. Ben visibile la psicologia dei personaggi e le cose vengono svelate poco per volta.
Lo stile è scorrevole e molto piacevole, a volte forse troppo “parlato” al di fuori dei discorsi diretti, ma la cosa può essere considerata un difetto o no, essendo il narratore in prima persona. Ottime le descrizioni dei vampiri e delle sensazioni provate, a volte talmente minuziose da farle “vedere” e immedesimarsi. Forse la presenza di troppi minimalismi: molte scene di vita quotidiana, in certe scene viene descritto ogni minimo gesto e in altre quasi ogni minimo avvenimento, lasciando poco da immaginare al lettore.
Quello che può essere una mancanza è il fatto che l’autrice avrebbe potuto dar più spazio ai vampiri cattivi: in questo modo avremmo avuto altri punti di vista contrari alle tematiche affrontate.
Il romanzo può essere considerato anche una metafora dell’accettare la diversità, dell’amore che abbatte tutte le barriere e quindi un grande NO al razzismo. La figura del vampiro può essere considerata la metafora di un’altra cultura: punti di vista diversi sulle stesse cose, con tolleranza e buona volontà, possono coesistere.
Verso la fine del libro si può anche notare una metafora del fatto che non sappiamo apprezzare ciò che abbiamo finché non l’abbiamo perso e che ognuno fa le sue scelte e poi ne deve accettare le conseguenze.
Belli i capitoli 12 per la confessione d’amore e il rinunciare a ciò che si ha di più prezioso pur di evitare il rischio alla persona amata, i capitoli 21 e 22 per il sacrificio per chi si ama e le scene di caccia.
Ultimi articoli di Paola
- 'Breaking dawn - parte I', il film - December 13, 2011
- 'Undead - Gli immortali', il libro - June 1, 2011
- 'Il libro di Renfield', il libro - May 1, 2011
- 'La breve seconda vita di Bree Tanner', il libro - April 1, 2011
- 'Eclipse', il film - March 9, 2011





















