Ancestrale

Il Signore delle Mosche

Scritto da Gabriele "Falcon" Boldreghini il 17/10/2007COMMENTA

copertina de “Il Signore delle Mosche”Un capolavoro della letteratura, con più di 14 milioni di copie vendute solo nei paesi di lingua inglese, scritto da un premio nobel della letteratura… ma Il Signore delle Mosche non è solo questo. William Golding descrive alla perfezione la sua opera con una delle sue frasi più famose “L’uomo produce il male come le api producono il miele”. Ed è questo ciò di cui parla il libro, del male dentro ognuno di noi, molto più pericoloso di qualsiasi male esterno. Un concetto sempre attuale, e forse oggi più che mai, perché anche se i crimini diminuiscono ed i controlli aumentano abbiamo sempre più paura… e la domanda è di cosa? Il Signore delle Mosche ci apre e ci studia, come un coroner farebbe con un cadavere, siamo messi a nudo e le nostre debolezze nascoste saltano fuori senza possibilità di celarle. Il tutto in meno di 250 pagine.

La trama è semplice: un gruppo di bambini sono gli unici sopravvissuti alla caduta di un aereo in un’isola deserta, mentre è in corso un conflitto planetario; decisi a sopravvivere si mettono subito all’opera per organizzarsi. Ad un primo impatto, potrebbe sembrare l’inizio di un romanzo teso ad esaltare il pragmatismo inglese, ma ben presto tra i ragazzini iniziano le prime tensioni. All’inizio anche Ralph, il biondo ed atletico che sembra destinato a diventare capo, prende in giro il ragazzo grasso chiamandolo proprio come lui non voleva (Piggy), riuscendo pure a giustificarsi. Allo steso tempo Ralph raduna tutti i superstiti ed inizia a dettare regole per il benessere di tutti, e già trova qualcuno che reputa quasi suo pari, Jack, nonostante abbiano un modo diverso di vedere le cose. Con il trascorrere del tempo, paure irrazionali e mostri creati dalla mente diventano motivo di diatribe e discussioni. Parole offensive, litigi ed ansie preannunciano quella violenza così facile per gli uomini, messa ben in evidenza da Golding, perché quando è un ragazzino l’autore di un atto efferato, questo rimane più impresso di quello compiuto da un adulto… e fa riflettere. Permette di pensare a quanto siamo deboli e succubi delle nostre stesse paure, che rischiano di governare le nostre azioni appena abbassiamo la guardia.

Il Signore delle Mosche è un romanzo sulla facilità con cui l’uomo diventa asociale, despota, preda della scelta più facile, desideroso di un capo che gli levi di dosso la responsabilità e come tutto questo lo porti ad essere violento, cattivo. Un libro da leggere con coscienza, perché uno dei bambini sull’isola potremmo essere noi.
Si trova a soli 8,00 euro nella collana Classici Moderni della Oscar Mondadori.

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