Un capolavoro della letteratura, con più di 14 milioni di copie vendute solo nei paesi di lingua inglese, scritto da un premio nobel della letteratura… ma Il Signore delle Mosche non è solo questo. William Golding descrive alla perfezione la sua opera con una delle sue frasi più famose “L’uomo produce il male come le api producono il miele”. Ed è questo ciò di cui parla il libro, del male dentro ognuno di noi, molto più pericoloso di qualsiasi male esterno. Un concetto sempre attuale, e forse oggi più che mai, perché anche se i crimini diminuiscono ed i controlli aumentano abbiamo sempre più paura… e la domanda è di cosa? Il Signore delle Mosche ci apre e ci studia, come un coroner farebbe con un cadavere, siamo messi a nudo e le nostre debolezze nascoste saltano fuori senza possibilità di celarle. Il tutto in meno di 250 pagine.
La trama è semplice: un gruppo di bambini sono gli unici sopravvissuti alla caduta di un aereo in un’isola deserta, mentre è in corso un conflitto planetario; decisi a sopravvivere si mettono subito all’opera per organizzarsi. Ad un primo impatto, potrebbe sembrare l’inizio di un romanzo teso ad esaltare il pragmatismo inglese, ma ben presto tra i ragazzini iniziano le prime tensioni. All’inizio anche Ralph, il biondo ed atletico che sembra destinato a diventare capo, prende in giro il ragazzo grasso chiamandolo proprio come lui non voleva (Piggy), riuscendo pure a giustificarsi. Allo steso tempo Ralph raduna tutti i superstiti ed inizia a dettare regole per il benessere di tutti, e già trova qualcuno che reputa quasi suo pari, Jack, nonostante abbiano un modo diverso di vedere le cose. Con il trascorrere del tempo, paure irrazionali e mostri creati dalla mente diventano motivo di diatribe e discussioni. Parole offensive, litigi ed ansie preannunciano quella violenza così facile per gli uomini, messa ben in evidenza da Golding, perché quando è un ragazzino l’autore di un atto efferato, questo rimane più impresso di quello compiuto da un adulto… e fa riflettere. Permette di pensare a quanto siamo deboli e succubi delle nostre stesse paure, che rischiano di governare le nostre azioni appena abbassiamo la guardia.
Il Signore delle Mosche è un romanzo sulla facilità con cui l’uomo diventa asociale, despota, preda della scelta più facile, desideroso di un capo che gli levi di dosso la responsabilità e come tutto questo lo porti ad essere violento, cattivo. Un libro da leggere con coscienza, perché uno dei bambini sull’isola potremmo essere noi.
Si trova a soli 8,00 euro nella collana Classici Moderni della Oscar Mondadori.
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