“INTERVISTA COL VAMPIRO”. Libro di Anne Rice.
Primo di dodici libri, tratta il racconto di un vampiro di duecento anni e delle sue vicissitudini nel corso della sua esistenza sin da quando era ancora umano. La storia viene raccontata a un giornalista durante una vera e propria intervista, tra lo sbigottimento e l’incredulità dell’umano e il dolore e la speranza del vampiro.
Il libro è mirabilmente scritto, le descrizioni di personaggi, sentimenti e sensazioni sono eccellenti, la psicologia trattata di ciascun personaggio è ben sviluppata, affascinante e complessa, dialoghi ben strutturati, coinvolgenti ed esaustivi. I vampiri sono dotati di un’algida e incommensurabile bellezza e di un animo enigmatico e impenetrabile; le azioni che ciascuno compie sono strettamente legate a ciò che hanno vissuto e alla propria anima, le sensazioni provate sono troppo immense per essere contenute in un involucro di carne che non può mutare, l’età che si intravede dall’aspetto non ha nulla a che fare con la saggezza e l’esperienza.
Nel libro vengono accostati molti elementi contrastanti tra loro: dall’eleganza alla violenza, dall’imprevedibilità alla staticità, dalle lacrime – seppur rare – ai sorrisi, dalla felicità alla tristezza, dal potere più assoluto al nulla più totale, dalla filosofia alla materialità.
I vampiri sono descritti come esseri tormentati, ognuno fine a se stesso, senza sollievo e senza pace, alla costante ricerca di un qualcosa d’ignoto e misterioso che neanche il ricercatore comprende bene. Perfino chi sembra avere in mano tutte le risposte, si scopre essere solo all’inizio di un cammino. Non possono condividere niente, sono eternamente soli, perfino le anime gemelle non trovano pace nello stare insieme. Ogni cosa è portata all’eccesso, ogni sentimento è stravolto, ogni animo è tormentato dai suoi spettri e dai suoi schemi, ogni azione avviene per i motivi più estremi. Non c’è comprensione, solo solitudine e una spaventosa unicità.
I vampiri sono simulacri degli umani, percepiscono le stesse cose che provano i mortali, fisiche o spirituali, in modo trascendentale e all’ennesima potenza rispetto all’umanità. Un dono come una condanna, ma è il peso da portare che fa la differenza.
Le tematiche trattate sono molteplici: le illusioni dell’apparenza, la complessità dell’animo, la solitudine del diverso, il male che ci si può fare a vicenda e capire che a volte è solo il dolore a spingerci ad agire così. Molto è visto attraverso la filosofia, molte cose buone o cattive sono solo punti di vista. Tematiche molto vicine a noi.
Le differenze dal film sono inevitabilmente molteplici, tuttavia accettabili. Il film rispecchia comunque molto il libro e le tematiche principali non vanno perse nella pellicola e a volte perfino esaltate.
La fine lascia intendere un continuo: infatti, a seguire il primo, troviamo ben dodici libri.
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Un libro spettacolare ed intenso, scritto con cura e con una narrazione accattivante. I vampiri di Anne Rice sono da tempo entrati (a ragione) nella storia della letteratura.
Questo primo libro è godibile anche come storia a se stante, quindi chi ha paura di affrontare questa lunga saga, potrebbe comunque provare il piacere di leggere “Intervista col vampiro”.
Letto ormai qualche annetto fa, ma ne conservo il ricordo di un bellissimo libro.