Ancestrale

True Blood

Scritto da Daniele "OrsoPoeta" Vitaloni il 31/05/20092 COMMENTI

In un futuro imprecisato la pacifica convivenza tra umani e vampiri è stata resa possibile dalla rivoluzionaria invenzione di un’azienda farmaceutica giapponese; un sangue sintetico denominato “True Blood”.
A seguito di questa scoperta (e dopo lunghi dibattiti, avvenuti anche in Internet) le comunità dei vampiri hanno deciso di uscire allo scoperto e manifestarsi agli uomini, chiedendo il riconoscimento del loro diritto di esistere.
Due anni dopo questo “outing”, il vampiro centenario Bill Compton ritorna nella natia Bon Temps, un piccolo paese della Louisiana (sud degli Stati Uniti, paludi, bandiere confederate, ecc.), per iniziare una nuova vita ed integrarsi con gli umani.
Qui conosce Sookie Stackhouse (interpretata dalla bravissima Anna Paquin), una spigliata e solare cameriera dotata di poteri extra-sensoriali.
Sookie possiede fin da bambina la dote della telepatia ma vive molto male questa sua particolarità; riesce a  controllarla a fatica e si sente a disagio origliando i segreti, nonchè i più bassi istinti, delle persone.
Per questo, quando si accorge di non essere in grado di leggere la mente del vampiro, ne viene subito attratta, scatenando la gelosia di Sam Merlotte, il gestore del locale segretamente (ma neanche tanto) innamorato della ragazza.
L’arrivo di Bill a Bon Temps oltre che suscitare curiosità scatena anche paure e pregiudizi che culmineranno con una serie di efferati omicidi di donne che hanno avuto a che fare con i vampiri.

Su queste premesse si muove la nuova serie televisiva di Alan Ball, già creatore di “Six Feet Under”, prodotta dalla HBO e basata sui romanzi della serie Southern Vampires di Charlaine Harris.
Molto ben realizzata, offre un sapiente mix di horror e dramma, condito anche con esplicite scene di sesso.
Regia e sceneggiatura sono molto ben fatti così come i personaggi appaiono ben caratterizzati.
L’ambientazione di True Blood è variegata ed interessante: come non citare il sangue di vampiro (denominato “V”) utilizzato come nuova e potentissima droga dagli umani, oppure i cosìdetti “fang-bangers”, così vengono chiamati in modo spregiativo coloro che si offrono ai vampiri per ottenere piaceri sessuali.
C’è anche il dibattito in TV (ovviamente in fascia serale) tra chi promuove i diritti dei vampiri e la Compagnia del Sole, un movimento religioso integralista che vede nei vampiri delle emanazioni del Diavolo.
Un’altra particolarità della serie è che per il suo lancio ha avuto un’ottima campagna di marketing cosiddetto “virale”: misteriose email inviate a vari siti scritte in lingua antica e contenente indizi, finti forum di vampiri, il sito pubblicitario dell’immaginaria bevanda “True Blood”.
La prima serie è composta di 12 episodi ed è attualmente in corso di trasmissione sui canali satellitari italiani.
Una seconda serie di 10 episodi dovrebbe partire negli Stati Uniti d’America tra poco.

Che dire, questo nuovo telefilm mi ha conquistato fin da subito.
Tecnicamente è molto ben realizzato (il che non guasta mai) e può contare su ambientazione e personaggi interessanti e fortemente dettagliati.
La storia risulta godibile anche se non avendo letto i romanzi non so fino a che punto se ne discostano.
Faccio notare che ho visionato la versione in lingua inglese (uno spettacolo sentire i vari accenti); ignoro la qualità della versione italiana.

Voto = 8+ (ottima serie, unico difetto le poche puntate che la compongono)

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2 Responses to “True Blood”

  1. Grazie Dani, avevo snobbato questa serie, ma la recensione mi ha incuriosito e mi sono riproposto di vederla. Finita in un paio di settimane! Veramente bella!

  2. orsogufo scrive:

    Anche oggi ho compiuto la mia buona azione quotidiana.

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