Ancestrale

‘Ammazzavampiri’, il film

Scritto da Paola il 20/04/2010COMMENTA

“AMMAZZAVAMPIRI”. Film di Tom Holland.

Un film sui vampiri che esula dalla solita retorica vampiresca, un film pervaso da umorismo e da pochi effetti speciali effettuati al computer. L’intera scena finale è svolta in una casa e, per essere stata girata fra quattro mura, è degna di elogi. Sicuramente un film che non annoia.
Troviamo anche qui gli stereotipi classici del romanzo di Stoker, anche se con qualche differenza: il vampiro sadico e senza scrupoli (Chris Sarandon), il suo servo dall’indefinibile natura, la donna desiderata dal vampiro (Amanda Bearse), il giovane innamorato pronto a tutto per salvare la sua bella (William Ragsdale), l’esperto in occulto a cui egli è il primo a non crederci (Roddy McDowall). Anche qua notiamo come il vampiro scelga la protagonista femminile da rendere sua eterna compagna per il semplice motivo che ella assomiglia a una sua apparente fiamma del passato di cui custodisce ancora i ritratti.
Il film è un chiaro esempio di come i vampiri sopravvivono grazie al raziocinio della gente che esclude totalmente esseri come loro; il coraggio del protagonista, che non si arrende di fronte a niente per salvare la sua ragazza, pur abbandonato da tutti quelli che lo giudicano vittima di pazzia; viene data una seconda possibilità anche a chi è fuggito a gambe levate, lasciando nei guai tutte le persone che credevano in lui; chi viene creduto coraggioso, in realtà è scettico e pauroso e viceversa; i vampiri suscitano una grande attrattiva e possono essere visti quasi come una salvezza per persone emarginate o “diverse”.
Nel film troviamo un vampiro che di tanto in tanto si rileva essere un mostro anche esteriormente, un vampiro che ha certamente paura delle croci, del sole e dell’acqua benedetta e che predilige case vecchie, orologi, belle donne e che ha bisogno di un invito per entrare, ma che mangia prevalentemente frutta e che possiede dita lunghe il doppio del normale, cose che non si vedono spesso in una creatura della notte.
Gli attori danno ottima prova di se stessi, le musiche ben congegnate, la regia e la sceneggiatura sono costituite da audaci colpi di scena che non passano inosservati. Il film scorre veloce, senza annoiare, nonostante la presenza di molti dialoghi, recitati per la maggior parte solo da due personaggi.
Il solito lieto fine, ma con un accenno al fatto che il male è sempre in agguato.

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