
“LA MOSCA 2”. Film di Chris Walas.
Sequel del 1989 de “La mosca” di David Cronemberg, diretto proprio da uno dei truccatori del primo film. Come il primo, anche questo film è un horror fantascientifico; non all’altezza del primo, ma altrettanto avvincente.
Vediamo come protagonista il figlio di Seth Brundle (Jeff Glodblum), Martin (Eric Stoltz), che, avendo ereditato il DNA del padre, presenta sin da subito caratteristiche non umane ma non mostruose, almeno fino ai suoi venticinque anni. Sovrumano sia nella crescita fisica sia nell’intelletto, continua e supera il sogno del padre, conosce l’amore e scopre quanto la realtà che lo circonda possa essere diversa dall’ambiente clinico e amorevole in cui è cresciuto.
Riguardo alle tematiche, diversamente dal primo, l’amore non ha un ruolo così importante. Vediamo anche qua la scienza come aiuto e al contempo come nemico, la disperazione che colpisce un ragazzo quando scopre che persino l’affetto su cui ha sempre confidato era solo un’illusione, la vendetta, il brutto e il mostruoso non sono sempre sinonimi di cattivo, le azioni che compiamo nel bene e nel male prima o poi ricadono su noi stessi, la gioia del lieto fine dopo tanto orrore.
Ci possiamo soffermare anche sui rapporti umani e su vari sentimenti, ben trattati: amicizia, fiducia concessa e tradita, l’ingenuità dell’infanzia contrapposta alla cattiveria dei profittatori, il crollo di un mondo in cui si credeva per lasciare spazio al vuoto e alla disillusione, la malvagità su una persona fondamentalmente buona che genera vendetta, la vendetta espletata da una persona tradita che finisce per commetterla senza i rimorsi iniziali, trattare le persone come oggetti e il fatto di dover pagare prima o poi le conseguenze delle nostre azioni. Vengono trattati anche vari tipi d’amore: amore per una donna, amore paterno, amore per un animale, amore per il proprio lavoro.
È un degno sequel del primo film, con una regia altrettanto efficace, musiche quasi migliori, attori capaci e una sceneggiatura che non risparmia amore, horror, effetti speciali, in un climax senza conclusioni affrettate. Come il primo, da vedere lontano dai pasti.
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