Ancestrale

Romance of the Three Kingdoms XI

Scritto da Daniele "OrsoPoeta" Vitaloni il 12/03/2009COMMENTA

Questo videogioco è l’undicesimo capitolo di una saga che imperversa da vent’anni su console e computer, riuscendo ad appassionare un piccolo ma determinato gruppo di giocatori.
Edito da Koei il titolo giapponese è disponibile in lingua inglese per Playstation 2 e PC.
Si tratta di un gioco di strategia a turni ambientato nel favoloso periodo cinese dei “Tre Regni”, dove la conquista militare va di pari passo alla gestione delle risorse.
Sono disponibili, oltre agli otto scenari predefiniti, ben otto campagne “aperte” che si svolgono tra il 184 ed il 251 dopo Cristo, ciascuna affrontabile con uno qualsiasi dei Signori della Guerra presenti.

Tutto si svolge su una grande mappa 3D della Cina; anche le battaglie.
Gli scontri tra i blocchi di soldati generano delle piccole animazioni sulla schermata principale con gli effetti dell’evento e le relative perdite.

Il fulcro dell’azione sono gli insediamenti, città o semplici villaggi, da gestire e da ampliare per: raccogliere cibo e denaro, arruolare soldati, sviluppare nuove armi, addestrare gli ufficiali, ecc.

Ovviamente la parte del leone spetta alla guerra di conquista anche se economia e diplomazia arrivano dove le armi non possono e giocano un ruolo importante nella gestione delle risorse.

Le similitudini con altri giochi strategici terminano qui perchè questo prodotto racchiude in sé alcune interessanti peculiarità.
Innanzitutto l’esito di qualsiasi azione non è automatico ma la sua riuscita, così come il tempo che si impiega nel compierla, dipende dagli Ufficiali che si assegnano allo svolgimento di tale compito (sia esso costruire una struttura, contrattare con un mercante o addestrare i soldati).
In secondo luogo il gioco è letteralmente infarcito con una grande quantità di statistiche, sia sugli Ufficiali che sugli insediamenti; la cosa può rendere il gioco molto vario e realistico ma anche la vita difficile a giocatori inesperti o poco propensi a questo genere di lambiccosità.
Altre chicche sparse qua e là per il gameplay contribuiscono a rendere questo gioco unico rispetto agli altri.
Ad esempio le unità al di fuori dell’insediamento hanno un’autonomia dettata da quanto cibo si portano dietro; è anche possibile assegnare loro dell’oro per costruire strutture in campo aperto (es. torri d’osservazione) o altro.
Gli ufficiali hanno delle abilità che possono far compiere alle unità delle mosse “speciali”, quasi magiche.
E’ anche prevista la possibilità di duellare all’arma bianca con i Comandanti avversari e non solo; rispecchiando la grande attenzione del popolo cinese per la cultura e la meditazione è anche possibile sostenere scontri “verbali” a colpi di Ars Oratoria.

Che dire di questo titolo.
L’atmosfera della Cina antica è perfettamente resa dalla grafica e dal sonoro; cosa molto importante per i prodotti di questo tipo.
Il gioco si conferma essere molto bilanciato e longevo, oltre ad avere delle unicità che sanno farsi apprezzare dai giocatori navigati.
Nel complesso è un buon prodotto, interessante ed appassionante.
Alcuni suoi difetti però, primi tra tutti la difficoltà nella gestione ed alcune pecche nell’interfaccia, possono renderlo ostico e sgradevole sopratutto ad un primo impatto.
Un must, ma solo per i veri appassionati del genere.


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